mercoledì 19 giugno 2019

Tensioni Usa Russia, spie, e il ‘Pillow talk’, chiacchiere da cuscino

‘Pillow talk’, chiacchiere da cuscino. Non la vostra intimità, ma quella della spia che sta sottraendo segreti nell’alcova di chi si illude di aver fatto una conquista. Una delle tecniche della spionaggio vero abusata da quello cinematografico. Ora che le spie tornano di moda con l’intelligence americana che dichiara Mosca bersaglio strategico, un ‘ripescaggio’ dello spionaggio storico meno noto scatena Giovanni Punzo. Nella foto di copertina, l’americana Elisabeth Bentley, reclutata dal Kgb, che dopo aver sedotto una sessantina di funzionari americani, si innamorò dell’agente dell’Fbi che spiava lei. Letti pericolosi.

Il mistero che aleggia sul mondo delle spie produce fascino e paura insieme e forse per questo nascono leggende, molte volte basate però su storie autentiche. È stato sufficiente un richiamo al pericolo costituito dai nuovi servizi russi per resuscitare un vasto campionario di personaggi scomparsi, o letteralmente ‘sepolti’ da tempo, e le paure connesse: dalla bella spia in gonnella al fanatico convinto, dall’ingenuo scienziato irretito alla talpa che scava indisturbata. Storie incredibili in verità ce ne sono state sotto ogni latitudine e in ogni tempo intrecciandosi con passioni non sempre apertamente confessabili come l’avidità di denaro, potere od altro, o più semplicemente il patriottismo, un credo politico o il mero interesse personale.

Ad esempio il veneziano Giacomo Casanova per mesi inviò da Trieste asburgica dettagliati rapporti sulla città nella speranza di ottenere il perdono del Consiglio dei Dieci per la sua fuga dai Piombi e far ritorno in laguna: non funzionò e cominciarono le sue peregrinazioni per l’Europa. Ben diversi sono invece i personaggi che affollano le storie del Novecento, tutti accomunati da complicate vicende ancora lontane dall’essere chiarite del tutto. Le più note si concentrano negli anni della cosiddetta ‘guerra fredda’, ma i protagonisti erano dotati – appunto al pari di Casanova – di un forte potere ‘seduttivo’, o più semplicemente manipolatorio nei confronti del malcapitato che si trovava a custodire i segreti da carpire.

Mata Hari tra fascino e leggenda
Mata Hari tra fascino e leggenda

La più nota e prima in ordine di tempo a fare della tecnica del ‘pillow talk’ (letteralmente chiacchiere da cuscino) una vera e propria arte, fu l’americana Elisabeth Bentley (nella foto di copertina), reclutata appositamente dal Kgb negli anni Quaranta. Dopo aver sedotto una sessantina di funzionari americani, subì l’incidente più banale che possa accadere a spia: si innamorò dell’agente dell’Fbi che stava indagando su di lei e fu la fine non solo sua, ma del reclutatore e della rete connessa.
Altre stragi di ingenui agenti furono commesse anche ai danni di inglesi dell’Mi6: l’autrice ne fu la ballerina di origine tedesca Maria Knut che operò nell’Europa orientale. Knut era tuttavia una ballerina da varietà o locali notturni e non possedeva la grazia e la preparazione di Larissa Fedorovna Dubanova che aveva invece frequentato sul serio la scuola di ballo del Bolshoi.

Nonostante i servizi occidentali lo abbiano sempre negato, accusando invece la controparte sovietica di praticare questo tipo scorretto di guerra al femminile, anch’essi ottennero importanti successi attraverso agenti donne che si comportarono con altrettanta disinvoltura.
L’americana di nascita Elisabeth Thorpe, in codice ‘Cynthia’, era la moglie di un diplomatico inglese che in realtà collaborava con i servizi ignorando che la moglie facesse altrettanto. A Varsavia poco prima dello scoppio della Seconda Guerra mondiale, Cynthia riuscì a procurare agli inglesi una della macchine Enigma, calcolatrice a sei rotori per la cifratura dei messaggi. La macchina e un codice recuperato fortunosamente in un sommergibile tedesco furono alla base della grande operazione di intercettazione condotta a Bletchley Park che consentì di leggere ‘in chiaro’ la stragrande maggioranza dei messaggi tra gli alti comandi dell’Asse.

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