mercoledì 17 luglio 2019

Il giorno dopo, l’America e i segreti delle sue debolezze

PERCHÉ POTÈ ACCADERE QUELL’11 SETTEMBRE – Sedici agenzie di spionaggio Usa. Le informazioni non erano condivise e regnava una furibonda rivalità. Così funzionava (si fa per dire) l’intelligence di Washington prima della creazione del Direttorato (2004). Le inefficienze del prima del ‘prima’ premessa alle follie del dopo.

Forse qualcuno si sorprenderà, ma per capire quale fosse il clima alla Casa Bianca, poco prima dell’11 settembre, basti sapere che Bush stava per chiudere, salvo poi cambiare precipitosamente orientamento, il Centro studi sull’Asia Centrale, incaricato di monitorare l’Afghanistan talebano, cioè il condominio di bin Laden e di Al Qaida.

Le cose si sono complicate quando è esplosa la storica rivalità tra Cia, Fbi, Nsa e tutto il carrozzone di servizi e servizietti (sedici in tutto!) che avrebbero dovuto sottoporre informazioni coerenti al presidente e al suo staff e che, invece, hanno finito per sfornare rapporti spesso contraddittori o in aperto conflitto tra di loro. Disastro al quale si è cercato di porre riparo istituendo, nel 2004, un Direttorato che oggi coordina tutte le agenzie di intelligence.

Questa comunque è una campana. L’altra, anzi, le altre le hanno suonate Bob Woodward (quello dello scandalo Watergate), un vero monumento nazionale del giornalismo Usa, e testate prestigiose come il New York Times, il Washington Post e The Newyorker. A spulciare inoltre nei copiosi archivi delle varie sigle, si scoprono clamorose omissioni e coincidenze sospette. Alcune sono delle vere e proprie “perle”, come il rapporto del National intelligence council (Nic) dell’ottobre 2002, intitolato “L’Irak continua il programma per le armi di distruzione di massa”, che è una bufala, perché nessuno ha mai visto l’ombra di tali ordigni.

Il documento seguiva di un mese, quasi a “orologeria”, la nuova “National security strategy” di Bush, cioè la dottrina alla base dell’intervento nel Golfo, facendo intuire che prima si è decisa la guerra e successivamente si sono arrangiate le ragioni per scatenarla.

Condoleeza Rice era stata avvisata
di un possibile devastante attentato

Concetto espresso nei tre volumi di Woodward (“Bush in guerra”, “Piano d’ attacco” e “Stato di diniego”), che hanno sollevato un vespaio di polemiche, costringendo la Casa Bianca a intervenire ripetutamente per metterci una pezza. A proposito dell’11 settembre, il giornalista scrive, tra l’altro, di un incontro tenutosi 2 mesi prima nel quale Tenet avrebbe messo in guardia Condoleeza Rice (allora Consigliere per la sicurezza nazionale) contro un imminente e devastante attentato. Avvertimento evidentemente sottovalutato.

Il lato paradossale di tutta la vicenda è che, nel 2004, Tenet è stato prima costretto alle dimissioni e poi ha ricevuto dal presidente la Medaglia della libertà. Bush così ha forse voluto ricambiare le “attenzioni” riservategli dall’ex capo della Cia, che nel suo scomodo libro ha di fatto scaricato le colpe del pasticcio irakeno sulla combriccola dei “falchi”.

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