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mercoledì 11 Dicembre 2019

«Grande muraglia di Calais» anti migranti la resa europea

IDEE POCHE MA CONFUSE – Piano Ue da 50 miliardi per curare alle origini il dramma dei migranti. I tempi della storia rispetto all’emergenza del subito. Il presente: 1, fallimento ‘redistribuzione’; 2, prese in giro per Italia e Grecia; 3, ‘Grande Muraglia di Calais’, costruita con soldi britannici in terra francese.

I tempi della storia l’emergenza del subito
Migration Compact lo aveva chiamato l’Italia la scorsa primavera nel proporlo: grossolanamente, aiutare i Paesi da dove i migranti per fame fuggono, dando aiuti per lo sviluppo a casa loro. Ora la Commissione Europea sta definendo un Piano di investimenti esterni di almeno 3,1 miliardi di euro. Un progetto che richiederà anni di lavoro prima di dare forse i suoi risultati, mentre l’Unione europea sulla emergenza migranti e profughi rischia di perdere se stessa.

La gestione della «solidarietà» tra i Paesi è un problema chiave per la Commissione, che rischia di veder naufragare il suo piano di redistribuzione dei richiedenti asilo da Grecia e Italia verso gli altri Stati. Un anno fa è stato lanciato il piano di «relocation»: 160 mila trasferimenti entro settembre 2017 era la promessa. Dopo un anno, dunque a metà percorso, i trasferimenti effettivi sono fermi a poco più di 4500 (1026 dall’Italia e 3495 dalla Grecia, dato aggiornato al 5 settembre).

«Relocation» beffa
50 mila i richiedenti asilo bloccati in Grecia e ora per il governo di Atene potrebbe arrivare anche la beffa. La Germania, che ha recentemente promesso all’Italia di darle una mano accogliendo i profughi attualmente sul nostro territorio, è pronta ad attivare sì i flussi, ma in senso contrario. Berlino, probabilmente in replica alle rinnovate richieste greche di danni di guerra 1945, minaccia di rispedire ad Atene profughi che avevano fatto domanda d’asilo in Grecia come prevedono le regole di Dublino.

I rimpatri verso la Grecia, dagli altri Paesi europei, erano stati interrotti nel 2011, dopo che una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva definito «inumane» le condizioni di ospitalità. Per la Germania e per Bruxelles ora la situazione di emergenza sarebbe finita ed entro la fine dell’anno sarebbero previste le partenze. Il governo Tsipras è assolutamente contrario, anche perché, dopo un anno, il numero di profughi accolti dalla Germania è irrisorio: 42 dalla Grecia e solo 20 dall’Italia.

La Grande muraglia di Calais
L’hanno già soprannominata la «grande muraglia di Calais», un barriera alta 4 metri che lambirà per un chilometro entrambi i lati della strada principale che porta alla città nel nord della Francia, porto/porta petr la Gran Bretagna. Muro in terra di Francia pagato in sterline inglese. In euro, 2,7 milioni. Autotutela del governo di Londra sostenere i francesi nella gestione delle migliaia di migranti al campo Giungla, che decine ogni giorno tentano di salire sui tir diretti a Dover, spesso incolonnati in attesa di raggiungere i ferry, causando disagi e incidenti.

Molte le critiche sul muro, non solo da associazioni umanitarie ma da parte dei diretti interessati, gli autotrasportatori britannici. «Spreco di denaro pubblico» e chiesto che invece i fondi vengano usati per migliorare la sicurezza e i controlli direttamente sulle strade, potenziando la presenza della polizia». Vienna lancia invece la «Notverordnung», l’ordinanza d’emergenza nei confronti dei migranti: fermerà la loro accoglienza quando sarà raggiunto il tetto delle 37.500 richieste di asilo o addirittura prima. E gli altri dove tornano? L’Unione dello scarica barile.

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