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martedì 15 Ottobre 2019

I Servizi segreti di Al Baghdadi e ‘Amni’, controparte di Cia o Aise

LE SPIE DI AL BAGHDADI –

Abu Muhammad al Adnani, siriano di 39 anni, capo del “Servizio di intelligence militare dello Stato islamico”, acronimo AMNI, che in arabo vuol dire sicurezza. La controparte dei vari capi dei servizi segreti occidentali impegnati a contrastare il terrorismo Isis.

Dunque Abu Muhammad al Adnani, siriano di 39 anni, è il capo dei Servizi segreti Isis, “Servizio di intelligence militare dello Stato islamico”, che, acronimo dall’arabo, fa ‘AMNI’, che a sua volta vuol dire sicurezza. Collega e controparte Brennan della Cia o di Manenti dell’italiana Aise. In realtà i ruoli, oltre allo schieramento sempre opinabile tra buoni e cattivi, scopriamo da Daniele Raineri, su Il Foglio, sono decisamente diversi. Al Adnani è l’organizzatore e l’ispiratore degli attacchi Isis all’estero, lontano dalle basi del gruppo in Iraq e in Siria.

Il nome di al Adnani appare per la prima volta nell’estate del 2011 con il titolo di “portavoce dello Stato islamico”. Una lunga serie di messaggio,col con contorno religioso, sempre un versetto del Corano, ma con sostanza ben diversa. Il 22 settembre 2014, poche ore prima dei raid aerei Usa in Siria, annuncia la piattaforma politica degli attentatori in Europa: i musulmani occidentali quinta colonna dello Stato islamico in Europa che esorta a uccidere con ogni mezzo. “Siamo noi a inviare i nostri soldati in mezzo a voi e non più il contrario”.

In realtà, scoperta successiva, al Adnani lavorava da un anno alla creazione di un’organizzazione clandestina che avrebbe dovuto compiere attentati in Europa, come è avvenuto a Parigi e Bruxelles. Schema classico di manipolazione politico-spionistica: invocare come aspirazione pubblica (o frutto di analisi) fatti che in segreto si sa già che accadranno, per dare l’impressione agli spettatori che il piano dello Stato islamico (o di qualsiasi altro governo), marcia ineluttabile.

I discorsi di al Adnani hanno pretese stilistiche: dal poetico per gli estimatori al prolisso per chi non lo ama. Su Internet subito le traduzioni del messaggio in inglese, francese e russo. Proselitismo e forse vanità, vista la costante citazione, “voce dello sceicco guerriero Abu Muhammad al Adnani hafidhahullah– che Dio lo protegga”. Quest’anno i video citano più al Adnani che al Baghdadi, il che potrebbe anche essere pericoloso.

Rainieri narra episodi giovanili di al Adnani -vero nome Taha Subhi Falaha- non eccellente calciatore a Binnish, una piccola città vicino Idlib, nello stesso periodo al Baghdadi giocava a calcetto nel suo quartiere di Baghdad, in Iraq, lui invece col nomignolo lusinghiero di “Messi”. Peccato non abbia continuato col pallone. Molto gli episodi veri o presunti di vita sullo Sceicco delle spie Isis. Spesso episodio apologetici non certi, salvo la costante della sua vanità nel cercare di apparire sempre, in qualche modo, nei comunicati Isis al mondo.

Al Adnani ha progettato e gestito il cambiamento interno dell’AMNI, l’intelligence dello Stato islamico, da servizio di controspionaggio che era, una sorta di feroce polizia politica interna per individuare le spie o i possibili disertori -si sa della uccisione di centinaia di miliziani jihadisti caduti in disgrazia o accusati di complottare contro i leader- ed è diventato anchee il principale strumento di aggressione all’esterno.

Al Adnani risulta si sia arruolato in un gruppo di combattimento a ventitrè anni, era l’inizio del 2000 in Siria, e ha continuato a combattere la stessa campagna ultra-islamista e a pronunciare le stesse parole d’ordine mentre a Washington si succedevano quattro amministrazioni diverse, Bush 1 e 2, e Obama 1 e 2. Tra poco, salvo imprevisti che possono arrivare sotto forma di un attacco di drone, al Adnani potrebbe arrivare a vedere il quinto mandato americano della sua vita da volontario della guerra santa.

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