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giovedì 19 Settembre 2019

Quale Libia? Il parlamento di Tobruk boccia il governo Sarraj

LIBIA, E ADESSO CHI LEGITTIMA I BOMBARDAMENTI USA? – Il solo parlamento legittimato da un voto popolare boccia il governo Sarraj voluto dai mediatori internazionali Onu, l’esecutivo che ha chiesto i recenti bombardamenti statunitensi. Legalità incerta di un governo da sempre messo in discussione proprio nel momento in cui si profila la vittoria militare contro l’Isis a Sirte e nel Paese. La scelte italiane rispetto a contrapposti interessi anche petroliferi francesi ed inglesi

Libia. Il Parlamento di Tobruk ha bocciato il governo libico di accordo nazionale del premier Fayez al Serraj, sostenuto dall’Onu. Lo riferisce il Libya Observer in un tweet, aggiungendo che su 101 membri presenti in Aula, 61 si sono espressi contro la fiducia al governo Il risultato della votazione è stato pubblicato anche dal sito web della Camera dei rappresentanti libica. Il governo di accordo nazionale è stato nominato dal Consiglio presidenziale libico, a sua volta nato dagli accordi firmati a Skhirat, in Marocco, lo scorso 17 dicembre 2015.

Da allora il parlamento libico con sede a Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale, non è riuscito a votare la fiducia ai ministri del nuovo esecutivo, nonostante oltre 100 deputati su 200 abbiano firmato nei mesi scorsi un documento a sostegno del premier Sarraj. Ad opporsi sono i deputati fedeli al presidente del parlamento Aguila Saleh, al generale Khalifa Haftar, comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico e all’entità governativa libica ‘orientale’ di al Bayda, piccola città a metà strada fra Tobruk e Bengasi.

Un gran pasticcio anche a livello internazionale, dove forse c’è stata qualche sommessa ‘allo scoperto’ a favore di Al Sarraj, Italia compresa. Le rivalità interne del resto erano note. Il generale Khalifa Haftar, capo delle forze armate libiche che rispondono al Parlamento di Tobruk, aveva già dichiarato che non riconosce il nascente governo di unità nazionale di Fayez Al Sarraj. Il generale, ex-ufficiale dell’era Gheddafi poi caduto in disgrazia e riparato negli Usa per sfuggire al rais, aveva inoltre sempre espresso ostilità per l’inviato dell’Onu in Libia, Kobler.

L’ex generale gheddafiano Haftar, che con le armi e l’appoggio dell’Egitto progetta di fatto la separazione della Cirenaica dalla Libia. Haftar vorrebbe essere riconosciuto come capo delle forze armate della nuova Libia. Cosa che metà della Cirenaica e tutte le fazioni di Tripoli non accetteranno mai. Ieri intanto, alla vigilia della bocciatura del governo Sarraj da parte di Tobruk, il presidente egiziano al Sisi ha confermato l’appoggio egiziano alla Camera dei rappresentanti di Tobruk e al generale Haftar, in un’intervista ai principali quotidiani egiziani.

 

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