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giovedì 19 Settembre 2019

Russia Turchia, odi imperiali e torbide passioni Ataturk Soviet

Russia Turchia. C’erano una volta due grandi imperi… con uno Zar e un Sultano. Poi fu rivoluzione, e arrivammo a Putin ed Erdogan. Giovanni Punzo con la solita solita macchina del tempo. Le relazioni tra Russia e Turchia segnate da numerose guerre ma con una importante eccezione dopo la prima guerra mondiale. Senza l’aiuto della neonata Unione Sovietica la Turchia non avrebbe potuto respingere l’esercito greco che aveva invaso parte del suo territorio giungendo a poche decine di chilometri da Ankara

Russia Turchia.Lo smembramento dell’impero ottomano dopo la prima guerra mondiale fu sancito dal trattato di Sevres firmato nell’agosto 1920: Siria e Libano divennero francesi, Irak e Palestina britannici, altri paesi arabi proclamarono l’indipendenza, e fu attaccata pesantemente anche la stessa sovranità turca sull’Anatolia, territorio turco, in quanto il trattato ne prevedeva la divisione in sfere di influenza affidate alle potenze vincitrici della guerra (Italia compresa). Fu tuttavia la Grecia a concepire il progetto più ambizioso: oltre alla città costiera di Smirne (Izmir) – dove da secoli viveva una comunità greca – penetrò all’interno della penisola anatolica praticamente senza incontrare resistenza turca.

Fatto ovviamente inaccettabile per la Turchia che non ratificò il trattato ed anzi, con il passare del tempo, si organizzò per resistere ai greci e rigettarli in mare. Le potenze alleate (Francia, Inghilterra e Italia) gradatamente si ritirano dalla complessa situazione – tra l’altro particolarmente onerosa dopo una guerra che ne aveva dissestato le finanze e non solo – e alla fine Grecia e Turchia rimasero sole e dirette contendenti sul campo. Fu a questo punto che negli equilibri internazionali intervenne a favore della Turchia l’Unione Sovietica spostando l’ago della bilancia in maniera determinante. Fu firmato il trattato di Mosca nel marzo 1921, ma già in precedenza erano stati forniti aiuti militari e finanziari.

Ai primi seimila fucili con relative munizioni e a due tonnellate d’oro, si aggiunsero in breve altri armamenti – artiglierie comprese – che consentirono ai turchi di creare una piccola armata ben equipaggiata. La disponibilità russa continuò perché – in un telegramma di un diplomatico turco ad Ankara nell’aprile 1922 – fu accennata addirittura la possibilità di ottenere un milione di fucili e trenta milioni di rubli-oro. Denaro ed armi in queste incredibili quantità in realtà non arrivarono, tuttavia alla fine di agosto i turchi passarono al contrattacco con due corpi d’armata riforniti ex novo e – rubli a parte – l’Unione Sovietica svuotò comunque alcuni magazzini in cui erano depositati residuati in gran parte preda bellica.

Dopo la rivoluzione d’ottobre l’Unione Sovietica si trovava in difficoltà, sia sul piano interno a causa della guerra civile, sia per l’isolamento internazionale e soprattutto aveva perduto il controllo di vaste aree dal Baltico all’estremo oriente. In queste circostanze l’appoggio reciproco con la Turchia ottenne due risultati pratici: la città di Batum (oggi Batumi) sul mar Nero e con esso e il controllo della fascia subcaucasica sino al mar Caspio, un’area vitale per i rifornimenti di greggio. Mentre i turchi riconquistavano Smirne ricacciandone i greci, cessò anche la guerra civile tra bianchi e bolscevichi nella regione a sud del Caucaso.

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