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domenica 15 Settembre 2019

Hillary anti Putin, guerra fredda prima ancora di cominciare

La Clinton parla -per molti suoi critici straparla- come se fosse già Presidente degli Stati Uniti. Ed ha confidato a mezzo suo partito che andrà allo scontro con la Russia. Preoccupazioni nel mondo per una neo aggressività Usa modello Ucraina con scenari strategici in Medio oriente completamente mutati. La storia del ‘bottone rosso’ mal ‘resettato’ con Lavrov.

Gli israeliani, si sa, non la amano tantissimo. E anche molti americani che voteranno per lei lo faranno tappandosi il naso. Parliamo di Hillary Clinton che, ringalluzzita dal sondaggio “overall” di Fox News, ha ripreso a straparlare, manco fosse già Presidente. E così da Gerusalemme sono partiti un paio di missili terra-aria verso il “Fokker” triplano dell’invincibile (per ora) “Baronessa Rossa”. Gli israeliani fanno sapere (perfidamente) che un nuovo “poll” di Reuters-Ipsos ha ridimensionato il vantaggio su Trump a meno di 3 punti.

Mentre Los Angeles Times/USC dà addirittura la signora avanti di un punto miserello. Inoltre, tanto per mettere il carico sulla briscola, il “think-tank” di Debka anticipa tutte le corbellerie di cui “Mrs. Lingua Lunga (e biforcuta)” sta riempiendo i corridoi del Partito Democratico. Al contrario di quel pacioso del maritino (“CiccioBilly”), Hillary non vede l’ora di azzannare alle giugulari Putin, che proprio non le va a genio. Per carità, il tizio proprio simpaticissimo non è. Anzi. Lo sguardo è quello di un “Crotalus Adamantinus”.

Ma in politica internazionale sta dando dei punti anche a Obama e questo guasta la giornata alla signora, che dopo l’esperienza (catastrofica) al Dipartimento di Stato, vorrebbe riguadagnare punti e rango. Ma che vuole combinare? Semplice, rovesciare tutto il cocuzzaro pazientemente assemblato in “foreign policy” dall’attuale Presidente, a cominciare dalla strategia mediorientale. La signora Clinton è pronta a cacciare a pedate Assad e a ridiscutere, partendo da zero, tutti gli assetti della regione. Ma Vladimir Vladimirovic conosce per benino (come il suo Ministro Lavrov) la moglie di “CiccioBilly”.

Al Cremlino la ritengono “imbrogliona”
e ricordano le promesse non mantenute

E non la digerisce. La ritiene arruffona, con la puzza sotto il naso e imbrogliona (come, d’altro canto, il 61% degli americani, sondaggio Fox News). Pare che Putin citi sempre la guerra in Libia e l’uccisione di Gheddafi, su cui Hillary aveva fatto delle promesse che poi si è rimangiata in due bocconi. Senza strafogarsi, visto che poi (è sempre Putin che parla) ha preparato un formidabile sfonda-piedi a quel poveretto di Mubarak, che aveva servito (fedelmente) gli Stati Uniti per trent’anni.

hillary lavrov sito

La signora, che come i “mezzi-sinistri” di facciata, tutti ostriche e champagne, non può soffrire chi non è di nobili lombi, fa fatica a stringere le mani a chi viene dal “Quarto Stato”. E poi parla assai. Alla prima conferenza stampa con Lavrov si presentò con un grande bottone rosso e spiegò che serviva a “resettare” i rapporti con la Russia, perché ora “c’era lei”. Lavrov la guardò di sguincio, commiserandola, e le disse: “Sì, ma almeno faccia cambiare la traduzione russa, è sbagliata. Quello che ha scritto non significa affatto cambiamento, vuol dire solo che a parlare con lei si hanno le scatole piene”. Parole sante.

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