mercoledì 17 luglio 2019

Nella campagna elettorale americana vince Putin

Il russo Vladimir Putin protagonista nella campagna elettorale Usa tra due candidati decisamente deboli. Verso una prossima «October Surprise», Sorpresa di Ottobre, come da gergo politico statunitense vengono definite situazioni internazionali fabbricate o diffuse ad arte per influenzare le urne presidenziali ormai di novembre? Mesi di vigilia feroce, da qui ad allora: di tutto e di più, di pessimo e in peggio.

Il russo Vladimir Putin protagonista nella campagna elettorale Usa tra due candidature decisamente deboli, ed è già caricatura politica.
Hillary Clinton contro Donald Trump e Vladimir Putin, Donald Tump che chiede a Vladimir Putin di svelare i segreti di Hillary e Vladimir Putin che si arrabbia con Hillary mai amata. Il russo Putin protagonista della campagna presidenziale Usa da due candidati che non convincono. Una nuova “October Surprise”, Sorpresa di Ottobre, come da gergo politico statunitense vengono definite situazioni internazionali fabbricate o diffuse ad arte per influenzare urne presidenziali ormai ad un passo.
Fu il caso di Richard Nixon nel 1972, quando il suo negoziatore Kissinger annunciò un’imminente pace in Vietnam a dodici giorni dal voto. E di Ronald Reagan e George Bush, accusati di un patto segreto con l’Iran nel 1980, per per il rilascio di ostaggi americani solo dopo la sua elezione, ottenuta conto Carter.
Adesso il sospetto di una simile oscura operazione con Mosca in cui dovrebbe essere invischiato Trump.

Mosca ovviamente non ci sta. Le accuse che Hillary Clinton rivolge alla Russia per l’attacco hacker ai server del partito democratico americano vengono definite dall’ambasciatore Andrei Krutitskikh, “scandalose ed offensive”. Scemenze da campagna elettorale, si direbbe dalla nostre parti. «Segno di debolezza arrivare a questo tipo di argomentazioni», denuncia con maggiore severità il Cremlino.
Il candidato repubblicano, di sua ha volutamente coltivato il pasticcio. Oltre le apparenti ‘gaffe’ sulla sua vicinanza nei rapporti con Mosca, che quantomeno danno voce a preoccupazioni sulla sua leadership in politica estera. Nelle stesse ore, come se non bastasse, è anche venuto alla luce che l’influente capo della sua campagna elettorale, Paul Manafort, ha avuto nel recente passato strettissimi legami con Mosca.
Putin in grado di condizionare tutta la politica Usa? Esagerazioni comiziesche. Ma la tensione in casa Usa, su certi temi, è reale.

La somma di contrapposte debolezze.
Contro Trump, lo stesso scandalo delle e-mail interne imbarazzanti del partito democratico – che hanno svelato aiuti alla Clinton contro Bernie Sanders e la compravendita di favori tra grandi donatori e funzionari – si è in parte trasformato in un boomerang alla scoperta che sarebbero stati pirati informatici legati all’intelligence di Mosca a violare i computer. Putin presunto comple di Trump? Audace.
A spararle grosse è la stessa ex segretario di Stato. «Sappiamo che i servizi di intelligence russi hanno hackerato i computer del Democratic National Committee e sappiamo che hanno organizzato la diffusione di gran parte di quelle mail. E sappiamo anche che Donald Trump ha mostrato un molto preoccupante sostegno nei confronti di Putin». ‘Sappiamo’. Da chi lo avete saputo, e come? Di supporto il New York Times, che tira fuori un ignoto ‘FancyBear’ (?), che sarebbe collegato all’oscuro G.R.U, il servizio di intelligence militare russo.
Peggio che hai tempi della Unione sovietica.

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