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domenica 8 Dicembre 2019

Turchia-Usa veleni a comando. L’arcinemico di Erdogan finanzia Hillary?

Veleni sui favori economico elettorali tra Fethullah Gulen, il nemico assoluto di Erdogan e la candidata democratica alla casa Bianca Hillary Clinton. I rapporti tra la Clinton e l’imam turco sarebbero di lunga data. La rete di donazioni e finanziamenti emersa dopo il golpe fallito. Tempismo sospetto delle rivelazioni: a vantaggio di chi? Tra la Turchia e Donald Trump questa volta vince il miliardario fanfarone e bugiardo

I titoli americani sono come sempre i più efficaci.
«HILLARY’S IMAM. The Democratic nominee’s close ties to ‘the Turkish Khomeini’», titolava
Robert Spencer qualche giorno fa.
“L’Imam di Hillary”, che già propone la candidata democratica come amica dei sospetti religiosi musulmani, descrivendo l’Imam come il “Komeini turco”, che è come dire -negli Usa- il diavolo con corna e coda.
Un po’ meno fazioso all’apparenza il titolo sul Daily Caller: «New ties ermerge between Clinton and mysterious islamic cleric». Per Chuck Ross il ‘chierico islamico’ è soltanto ‘misterioso’.
Per chi volesse esercitarsi nella lingua,

New Ties Emerge Between Clinton And Mysterious Islamic Cleric

In italiano la versione viene da Panorama, dove i fatti raccontati negli Stati Uniti vengono proposti in formale terzietà. Dico ma non ci giuro, ma intanto ho detto. Anche noi diciamo, anche se decisi a capire meglio nel prossimo futuro, per raccontare il seguito.
«Dopo il fallito golpe, molti media americani riportano con grande evidenza, sulla base di email e altri documenti, i rapporti di lunga data tra Hillary Clinton e Fetullah Gulen».
Si comincia da una mail del lontano 2009 (una maledizione quella delle mail per Hillary Clinton), resa pubblica dall’associazione di giuristi Judicial Watch.
Nella mail, un seguace di Gulen, Gokhan Ozkok, chiede a Huma Abedin, vice capo dello staff della Clinton Segretario di Stato, un aiuto per mettere in rapporto un suo amico con il presidente Obama. Quasi banale.

Va detto però che quando Hillary Clinton era senatore dello Stato di New York tenne un discorso al banchetto annuale del Turkish Cultural Center. E Ozkok è tra i fondatori e dirigenti del Turkish Cultural Center, una rete di associazioni in parte di affari e in parte no-profit affiliate al movimento di Gulen,”Hizmet”.
Ozkok, proseguono le rivelazioni, avrebbe finanziato più volte con cifre non stratosferiche la campagna presidenziale di Hillery e la Clinton Foundation.
Andando a leggere un po’ più attentamente, si scopre che lo scorso anno il Daily Caller aveva riportato che Recep Ozkan, al centro di un’indagine del comitato etico del Congresso, aveva donato alla campagna della Clinton una cifra che si aggira tra i 500.000 e il milione di dollari.
Dagli spiccioli ai milioni? Notizie a intensità troppo variabile.

Intreccio alla James Bond, modello Spectre, la storia del Gruppo Podestà, la società di lobbying che ha sostenuto al Dipartimento di Stato retto la Hillary Clinton, la Uranium One, una società mineraria russa, e la BAE Systems, appaltatore della difesa del Regno Unito posta sotto sanzioni per il commercio illegale di armi.
Vicende molto confuse cavalcate negli Usa -va detto- dalla stampa legata a Donald Trump, che addirittura cerca di coinvolgere l’avversaria nello scandalo dei Panama Papers e in una ‘Kremlin connection’ legata all’uranio.
Sempre dalle stesse fonti, il gruppo Podestà, lo scorso anno avrebbe iniziato a lavorare per Islami Bank Bangladesh banca bengalese che risulterebbe collegata a gruppi terroristici, oltre ad essere stato assunto quest’anno dall’Arabia Saudita. Spectre faceva ridere.
Non tutto ma di tutto, montature plateali comprese.

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