Privacy Policy Armi agli jihadisti dall'est Europa e dai Balcani -
sabato 25 Gennaio 2020

Armi agli jihadisti dall’est Europa e dai Balcani

Una inchiesta della Balkan Investigative Reporting Network, Birn, e dal consorzio che indaga su corruzione e crimine organizzato, Organised Crime and Corruption Reporting Project, Occrp, riportata oggi dal londinese Guardian. Quello che si sospettava ora diventa un dato certo: le più recenti guerre balcaniche continuano a riprodursi altrove attraverso i loro arsenali svaligiati.

Negli ultimi quattro anni i Paesi dell’Europa centro-orientale hanno venduto armi per 1,2 miliardi di euro ad Arabia saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Turchia, da dove poi sarebbero finite in Siria e nello Yemen.
Sono i dati di un’inchiesta condotta da Balkan Investigative Reporting Network (Birn) e dal consorzio che indaga su corruzione e crimine organizzato Organised Crime and Corruption Reporting Project (Occrp), riportata dal londinese Guardian.

Dall’inchiesta si scopre che migliaia di fucili d’assalto, colpi di mortaio, lanciarazzi, armi anticarro e mitragliatrici, per lo più di modello ex sovietico ancora presenti in gran quantità nei magazzini degli eserciti dell’Est Europa, sono state inviate con almeno 68 voli cargo da Bosnia, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Montenegro, Slovacchia, Serbia e Romania a Paesi del Penisola Arabica e del Medio Oriente.
Dagli ex satelliti sovietici del patto di Varsavia, dall’ex Jugoslavia, attraverso le diverse e spesso conflittuali forme statuali assunte oggi, e dall’ex roccaforte comunista albanese anti occidentale sul fronte Adriatico.

Come sottolinea il Guardian, queste stesse armi provenienti dai Paesi europei sono poi state riconosciute in filmati e fotografie postate sui social media, da cui è emerso che sono in dotazione dei ribelli dell’Esercito Siriano Libero -i cosiddetti buoni, per intenderci- ma anche dei jihadisti di gruppi come Ansar al-Sham, Fronte al Nusra, e dei cattivissimi dello Stato islamico, l’Isis. Tutte le fazioni in lotta contro il regime di Damasco.
Armi facili per tutti da fornitori faciloni e da distibutori decisamente compromessi. Armi che, scopriamo, sono arrivate anche delle milizie sunnite attive nello Yemen.

Qualche dettaglio tra tanti segreti
Ad esempio la foto di copertina scattata all’aeroporto Nikola Tesla di Belgrado la notte del 28 novembre 2015, dove si vede un gigantesco cargo bielorusso Ilyushin II-76 Ruby Star mentre sta caricando un carico armi, destinazione Jeddah, Arabia Saudita.
Uno degli almeno 68 voli che in soli 13 mesi hanno trasportato armi e munizioni per gli stati del Medio Oriente e la Turchia, che, a loro volta incanalavano verso Siria e Yemen.
Una piccola parte dei 1,2 miliardi di Euro l’affare in armi, migliaia di tonnellate che volano verso sud, contro centinaia di migliaia di rifugiati fuggiti a nord dai conflitti che hanno ucciso più di 400.000 persone, ricordano i reporter balcanici.

Trasferimenti di armi sono illegali, dice il trattato sul commercio delle Nazioni Unite, ma gli affari sono affari. Licenze di esportazione di armi che dovrebbero garantire la destinazione finale delle merci fasulle, è la tecnica classica. Salvo tringolazione da un Paese destinatario fasullo a quello vero.
Robert Stephen Ford, ambasciatore degli Stati Uniti in Siria tra il 2011 e il 2014, ha dichiarato alle due strutture giornalistiche di inchiesta che quel commercio è coordinato dalla Cia, la Central Intelligence Agency degli Stati Uniti, attraverso i loro centri in Giordania e Turchia.

L’aereo monstre e i carichi di morte
Scopriamo che l’aereo più comunemente usato, l’ Ilyushin II-76 in copertina, può trasportare fino a 50 tonnellate di carico o di circa 16.000 fucili AK-47 Kalashnikov o tre milioni di proiettili. Altri, tra cui il Boeing 747, sono in grado di trasportare almeno il doppio di questo carico.
68 voli cargo ‘ufficiali’ quante tonnellate di armi fanno?
I reporter balcanici hanno identificato almeno tre spedizioni effettuate da militari degli Stati Uniti dai porti del Mar Nero con 4.700 tonnellate di armi e munizioni verso il Mar Rosso e la Turchia, dal dicembre 2015.
La principale linea di fornitura armi dell’Europa orientale è stata l’inverno del 2012, quando decine di aerei cargo carichi di armi di epoca jugoslava comprate dai sauditi sono partite da Zagabria per la Giordania, destinazione Siria.
Ovviamente in governo croato nega, mentre una inchiesta del New York Times fornisce dettagli.

Voli cargo e navi
Le armi provenienti dall’Europa centrale e orientale sono consegnati in Medio Oriente con voli cargo e navi. Identificando gli aerei e le navi che consegnano le armi, i giornalisti  di Birn sono stati in grado di monitorare il flusso in tempo reale.
68 voli che trasportavano armi in Medio Oriente negli ultimi 13 mesi.
Belgrado, Sofia e Bratislava i principali hub per il ponte aereo.
Ma non solo aerei.
Il Dipartimento della Difesa del Comando Operazioni Speciali Usa, il SOCOM, dal dicembre 2015 -negli ultimi 7 mesi quindi- ha noleggiato  tre navi da carico per trasportare 4.700 tonnellate di armi e munizioni dai porti di Costanza in Romania e Burgas in Bulgaria per il Medio Oriente, come parte della fornitura segreta di armi alla Siria.
Le spedizioni includevano mitragliatrici pesanti, lanciarazzi e armi anticarro, assieme a proiettili per mortai, granate, razzi ed esplosivi. Basta andare e curiosare tra i documenti di gara pubblica (ma riservata) per l’acquisto.
Per fortuna la burocrazia vince sul segreto.

Potrebbe piacerti anche