lunedì 17 giugno 2019

L’Islam dell’odio assoluto uccide prima in casa musulmana

Nel mondo musulmano si moltiplicano gli scontri tra le due correnti dell’islam, i sunniti e gli sciiti. Lutto nazionale in Afghanistan dopo l’attentato rivendicato dall’Isis che ha causato almeno 81 morti e 231 feriti della comunità Hazara sciita. 11 le vittime stamane a Baghdad, dove un kamikaze si è fatto esplodere in un quartiere sciita. Mentre in Siria la guerra di religione nell’Islam è da 5 anni guerra anche politica totale, e oggi aggiunge solo un ennesimo bombardamento fuori bersaglio su Aleppo con vittime civili, compreso un neonato.

La minaccia terroristica assoluta del Califfato islamico contro il mondo occidentale di noi ‘infedeli’?
No, non solo. L’islam dell’odio assoluto, dell’Allah di casa propria che condanna a morte tutti coloro che credono in Allah seguendo altre regole. L’odio assoluto del disumano e paranoico Califfato islamico che uccise prima di tutto in casa musulmana.

In 24 ore, massacri planetari tutti in casa musulmana
In Afghanistan un attentato rivendicato dall’Isis che ha causato almeno 81 morti e 231 feriti della comunità Hazara sciita.
11 la vittime di stamane a Bagndad, dove un kamikaze si è fatto esplodere all’accesso ad un quartiere sciita.
In Siria la guerra di religione, Assad sciita la maggioranza del Paese sunnita, è da 5 anni guerra totale, e oggi aggiunge solo un ennesimo bombardamento fuori bersaglio su Aleppo con vittime civili, compreso un neonato.

Prima i fatti e poi il perché accade

AFGHANISTAN. Kamikaze dell’Isis si sono infiltrati sabato a Kabul in una manifestazione della comunità Hazara afghana, minoranze etnica interna, facendosi esplodere fra la gente. L’operazione, condotta da un commando mescolatosi fra i dimostranti con indosso burqa femminili, è stata immediatamente rivendicata dai seguaci del Califfo al Baghdadi attraverso l’agenzia Aamaq.

BAGHDAD. Sono almeno 11 le vittime dell’attentato kamikaze realizzato stamani ad un checkpoint in un quartiere nord di Baghdad. Dalla cronaca Ansa, l’attentatore, si è avvicinato a piedi al checkpoint e si é fatto esplodere ad uno degli ingressi del distretto shiita di Kadhimiyah, uccidendo almeno otto civili e tre poliziotti. Secondo le forze di sicurezza i feriti sono almeno 32.

SIRIA, ALEPPO. Cinque ospedali sono/sarebbero stati colpiti da bombardamenti questa mattina nella provincia di Aleppo. Lo ha reso l’Osservatorio siriano per i diritti umani sulla cui credibilità le parti in causa anche a livello internazionale litigano da sempre. Nei bombardamenti sarebbe morto un neonato che si trovava ricoverato nella clinica nel quartiere di Shaar a est della città.

La questione sunnita sciita

In Medio Oriente, un potente miscuglio di religione e politica ha acuito le divisioni tra il governo sciita dell’Iran e gli stati del golfo, che hanno governi sunniti. Ma cosa di preciso divide queste due correnti, e quanto è profonda la spaccatura?
La diatriba affonda le sue radici nel 632 dC, l’anno della morte del profeta Maometto, il fondatore dell’islam. Le tribù arabe che lo seguivano si divisero sulla questione di chi avrebbe dovuto ereditare quella che a tutti gli effetti era una carica sia politica che religiosa.

La maggioranza dei suoi seguaci, che sarebbero in seguito divenuti noti come sunniti e che oggi rappresentano l’80 per cento dei musulmani, appoggiarono Abu Bakr, amico del profeta e padre della moglie Aisha.
Secondo gli altri, il legittimo successore andava individuato tra i consanguinei di Maometto. Sostenevano che il profeta avesse designato a succedergli Ali, suo cugino e genero, e diventarono noti come sciiti, una forma contratta dell’espressione “shiaat Ali”, i partigiani di Ali.

Una storia di massacri tribali 

La frattura in seno all’islam divenne guerra quando Hussein, figlio di Ali, fu ucciso nel 680 a Kerbala (nell’attuale Iraq) dalle truppe del califfo sunnita al potere. I governanti sunniti hanno continuato a monopolizzare il potere politico, mentre gli sciiti hanno vissuto all’ombra dello stato, cercando una guida nei loro imam, i primi dodici dei quali discendevano direttamente da Ali. Con il passare del tempo, le credenze religiose dei due gruppi cominciarono a differenziarsi.

Oggi tutti i musulmani del mondo -1,6 miliardi di persone- concordano sul fatto che Allah sia l’unico dio e che Maometto sia il suo profeta. Osservano i cinque pilastri dell’islam – tra cui si trova il ramadan, il mese di digiuno – e condividono un libro sacro, il Corano. Tuttavia, mentre i sunniti basano molto la loro pratica religiosa anche sugli atti del profeta e sui suoi insegnamenti (la sunna), gli sciiti vedono nei loro leader religiosi, gli ayatollah, un riflesso di Dio sulla Terra.

L’altro è sempre l’eretico

Chiariamo subito che noi cristiani abbiamo saputo fare molto peggio. Tra sunniti e sciiti non c’è mai stato uno scontro paragonabile alle guerre dei trent’anni tra le diverse confessioni cristiane nell’Europa del seicento che hanno provocato un numero enorme di morti.
Le linee che oggi dividono i musulmani in Medio Oriente sono tracciate tanto dalla politica quanto dalla religione. La “Mezzaluna sciita”, che dall’Iran passa per la Siria governata dal regime di Assad e finisce nel Libano dell’Hezbollah, un tempo era lodata da molti esponenti sunniti.

Ma le rivoluzioni in corso nella regione hanno provocato una frattura tra i governi sciiti e gli stati sunniti del golfo Persico, come Arabia Saudita e Qatar, che sostengono i loro correligionari con denaro contante. Questa situazione ha rafforzato l’aggressività di fede e di politica dei sunniti facendo sentire gli sciiti più minacciati che mai.

 

(Nella foto di copertina, musulmani sciiti intorno alla tomba dell’imam Abbas ibn Ali a Kerbala, in Iraq)

 

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