domenica 18 Agosto 2019

Nizza, promenade des Anglais: Chagall, arte, follia, errori umani

Spigolature colte di Massimo Nava sulle immagini di un celebre quadro che Marc Chagall aveva dedicato alla Promenade di Nizza ora colpita dal terrorismo. L’arte che eleva lo spirito, l’uomo solo essere vivente capace di elevazione artistica, ma anche il solo essere vivente capace di uccidere come può farlo un essere umano. Dalla poesia alla prosa, polemiche e dubbi francesi sulla misure di sicurezza quel 14 luglio sulla promenade des Anglais

L’arte appartiene a tutti, eleva lo spirito, l’essere umano é l’unico essere vivente capace di elevazione artistica, ma nessun altro essere vivente é capace di uccidere come un essere umano.

Gli animali possono sbranarti, ma solo se hanno fame.
I terroristi hanno fame di sangue, sono peggio delle bestie feroci.
Per questo vogliono distruggere anche l’arte.

Molto spesso sono esseri umani dalla mente distorta, fanatici, con un percorso deviato di criminalità comune. Abbracciano l’Islam radicale, senza frequentare moschee, sul social net, o avvinati da amici e predicatori.

Non ci sono solo gli islamisti nella gara della morte. La follia omicida è parte del nostro quotidiano, in ogni angolo del mondo.
Ma la vita è più forte. Non ci porteranno via i sogni, l’arte, la normalità.
Per questo siamo più forti. Sempre.

 

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Il quotidiano Libération denuncia nuove falle nel dispositivo di sicurezza del 14 luglio. Per il giornale, il governo ha mentito dicendo che la zona era presidiata dalla Police nationale, secondo foto e testimonianze -assicura Libé- una sola auto della polizia municipale (e non nazionale) sorvegliava l’accesso alla zona chiusa al traffico della Promenade des Anglais da cui è arrivato il camion del terrorista.

Per fare chiarezza sui sistemi di sicurezza realmente operativi per la cerimonia dei fuochi d’artificio del 14 luglio sulla Promenade des Anglais, il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha ordinato all’Ispettorato generale della Police Nationale di avviare “una valutazione tecnica del dispositivo di sicurezza” messo in campo quel giorno a Nizza.

L’inchiesta amministrativa dell’Ispettorato “consentirà di stabilire la realtà del dispositivo, in un momento in cui continuano polemiche inutili”, afferma il ministro in una nota, parlando di un’iniziativa di “trasparenza e verità”.

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