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martedì 12 Novembre 2019

Cordoglio a intensità variabile e gerarchia tra ‘vittime innocenti’

Attentati e «vittime innocenti». Esiste una gerarchia dell’innocenza? si chiede Massimo Nava. E afferma che il cordoglio, il dolore, la solidarietà, la voglia di comprendere vengono espressi a geometria variabile. E quel cordoglio condizionato, non solo offende le vittime, ma ne prepara molte altre, perché nasconde le cause del terrore e lascia inalterati i meccanismi che hanno generato terroristi.

Dopo ogni attentato, un aggettivo accompagna sempre le vittime, soprattutto se si parla di bambini. Parliamo e scriviamo di vittime innocenti. Come se ci fossero vittime colpevoli.
Ma se sono tutte vittime innocenti, travolte ed eliminate da una furia omicida che colpisce nel mucchio, senza distinzione di razza, religione, nazionalità, perché si ha costantemente l’impressione di una gerarchia dell’innocenza, magari inconscia, magari intenzionale, ma comunque gerarchica, nel senso che il cordoglio, il dolore, la solidarietà, la voglia di comprendere vengono espressi a geometria variabile?

Non è solo questione di vicinanza territoriale e affettiva. E’ ovvio che ci ferisce di più la morte di un familiare o di un connazionale. E’ ovvio che ci sentiamo più vicini a metropoli più “nostre” come Nizza o Parigi che non a Baghdad o Damasco, Tripoli o Ankara. E’ meno ovvio non cercare di comprendere, non indignarsi, non condannare con la stessa enfasi morale la morte di tanti civili e di tanti minori nel resto del mondo, lontano da noi, fuori dai teleschermi.

Quante vittime innocenti muoiono ogni giorno nel Mediterraneo? Annegano, non sono uccisi dalle bombe o da un terrorista, ma fuggono dalle bombe e dal terrorismo.
Quante vittime innocenti muoiono ogni giorno per mano di terroristi in angoli lontani?
Quanti bambini, quante famiglie, sono state spazzate via in questi anni dalle guerre, dai camion bomba, dalle bombe dal cielo?
Quanti innocenti sono africani, arabi, di religione musulmana o di pelle nera?
Quante vittime innocenti sono state catalogate -a partire dalla guerra del Kosovo, fino a quella del Golfo e agli interventi in Siria, Afghanistan, Iraq- come danni collaterali?
Quanti terroristi/terrorismi abbiamo conosciuto – se ci eccettua lo scenario Israele/palestina – prima che guerre e strategie sciagurate destabilizzassero il Levante?

Il cordoglio a geometria variabile non solo è pericoloso. Offende le vittime, ne prepara molte altre, perché nasconde le cause del terrore e lascia inalterati i meccanismi che hanno generato terroristi.

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