martedì 26 marzo 2019

Lady ‘Fuck Ue’ plenipotenziario Usa in Macedonia e i Balcani tremano

Victoria Nuland, gentildonna della più raffinata diplomazia statunitense, nota nel nostro continente per l’invito ad ‘andare a farci fottere’ sulla questione Ucraina, rimasta inopinatamente assistente segretario di stato Usa per Europa e Eurasia, è a Skopje, in Macedonia, dove la crisi politica tra etnie interne e le pressioni migratorie ai confini rischiano di far riesplodere vecchie guerre balcaniche. La persona giusta al posto giusto per un seguito kosovaro nei Balcani.

La povera Macedonia non aveva certo bisogno anche di questo, di Victoria Nuland, gentildonna della più raffinata diplomazia statunitense, nota nel nostro continente per l’invito ad ‘andare a farci fottere’, «Fuck the Ue» sulla questione Ucraina, inviata da Washington come ‘mediatrice’. Proprio la persona giusta al posto giusto, per mediare con accorta e prudente diplomazia. Ma nei Balcani la tradizione diplomatica statunitense ha visto anche di peggio.

Precedenza alla Macedonia. Insanabile conflitto etnico tra le popolazioni macedoni, slave e albanesi che la compongono, sempre sull’orlo di guerre sino a ieri solo accennate. Un Kosovo albanese indipendente a trazione Usa a premere sui confini nord con l’Uck tra guerriglia e criminalità, e la massa dei profughi della Siria da sud. Un Paese inventato nel 1945 per fare da cuscinetto tra i fronti della Guerra fredda che per alcuni sembrano ritornati di moda.

Poi Victoria Nuland, ‘assistente segretario di stato Usa per Europa e Eurasia’, da diversi giorni a Skopje per colloqui con la variegata dirigenza macedone, primi tra tutti l’ex premier conservatore Nikola Gruevski e il leader dell’opposizione socialdemocratica Zoran Zaev. Presto, ha promesso ai giornalisti, verrà messa a punto una bozza di accordo che apra la strada per tenere in tempi ragionevoli “nuove elezioni politiche corrette e democratiche”. Bah..

La settimana scorsa la Commissione europea ha deciso di imporre delle sanzioni economiche alla Macedonia, per non aver messo fine alla crisi politica scoppiata più di un anno fa. Congelati 27,1 milioni di euro previsti per il 2016 dallo Strumento di pre-adesione, essendo la repubblica balcanica candidata all’ingresso nell’Ue già dal 2005. Altri 50 milioni di euro di finanziamenti Ipa saranno ugualmente decurtati da Bruxelles. Ma gli interessi Usa sono altri.

Victoria Nuland a Kiev col presidente ucraino Poroshenko
Victoria Nuland a Kiev col presidente ucraino Poroshenko

ANCORA NULAND PER LA MEMORIA
Chi è ‘pacificatrice’ dello strategico e pericoloso fronte sud dei Balcani inventava dalla diplomazia Usa. Dall’archivio di RemoContro

9 marzo 2014
http://www.remocontro.it/2014/03/09/gli-europei-si-fottano-lady-finesse-nuland-ritratto-dellarroganza/

Gli europei si fottano : Lady Chic Nuland ritratto dell’arroganza

È una persona che ti sta sulle scatole d’impatto. Repellenza a pelle prima che di testa, con allergia diffusa. Parlo di Victoria Nuland, la responsabile della politica Usa per gli affari europei ed asiatici: una neo-con repubblicana divenuta immeritatamente nota per le acute dichiarazioni sull’Ucraina e sull’Unione Europea: «Fuck the Eu», «l’Unione europea si […]

1 maggio 2015
http://www.remocontro.it/2015/05/01/bis-vaffa-usa-allue-soldati-americani-kiev-in-barba-pure-nato/

Bis del ‘Vaffa’ Usa all’UE? Soldati americani a Kiev in barba pure alla Nato

Ricordate il ‘Fuck the EU’ pronunciato dal plenipotenziario Usa per l’Europa dell’Est Victoria Nuland? Si prospetta il bis senza il ‘Vaffa’ esplicito. Addestramento militare Usa per Kiev in barba all’Europa e alla Nato. La Russia che sa risponde dalla Piazza Rossa. Chi il folle ‘Stranamore’?

 

LE CRONACHE MACEDONI
Dal Kurir on line.
Trovare una soluzione in grado di fornire la Macedonia possibilità di aderire alla NATO e all’UE.
Obiettivo Nato, specchietto Ue.
Ma la partita interna macedone è intricatissima, con fazioni etniche, politiche e criminali mischiate assieme. Due partiti slavo-macedoni. Due partiti abanesi macedoni kosovari. Mafia albanese e slava a contendersi il controllo del territorio e dei traffici di tutto, droga, armi ed esseri umani.

Primo, convincere Nikola Gruevski, leader del partito conservatore VMRO-DPMNE, il partito con la più  indecifrabile e lunga sigla al mondo, a rispettare un po’ di regole democratiche per elezioni che siano credibili.
Poi, convincere il partito socialdemocratico, il leader del SDSM Zoran Zaev, a partecipare ad una competizione non truccata, o almeno non troppo.

Problemi più personali e di clan che politici quelli tra i due partiti maggiori albanesi, DUI e DPA, con i rispettivi leaders Ali Ahmeti e Menduh Thaci, tradizionalmente alleati alterni con i due partiti contendenti macedoni-slavi.

 

VERSIONE DAL FRONTE ORIENTALE
L’attuale destabilizzazione della Macedonia attribuita ai combattenti dell’Esercito di Liberazione del Kossovo, l’Uck, e «agli agenti delle rivoluzioni colorate», sarebbe condotta proprio sotto la supervisione del sottosegretario USA per gli Affari Europei Victoria Nuland.
Lo denunciavano un anno fa gli osservatori dalla Russia e dalla Serbia. Non solo vecchie partire balcaniche mai completamente risolte, ma l’interesse  Usa (e ucraino) a sabotare ipotesi di gasdotti alternativi, tipo l’ipotetico “Turkish Stream”, che dovrebbe portare il gas russo in Turchia e Grecia e, attraverso la Macedonia, in Serbia.

Tentazioni di Grande Albania (o Grande Kosovo). I più attenti ricordano che il 30 aprile 2015, Victoria Nuland e il ministro degli Esteri albanese Bushati avevano firmato una dichiarazione di partnership strategica USA-Albania a Washington, solo poche settimane dopo che il premier albanese Edi Rama con l’allora ministro degli esteri kosovaro Hashim Thaci avevano promesso che un giorno tutti gli albanesi dei Balcani si saranno riuniti in una sola nazione.
Anche quelli in terra macedone, Grecia, Montenegro e nelle valli serbe di Prescevo e Bujanovc. Le prossime guerre balcaniche.

Il 9 maggio sempre 2015, un commando di etnia albanese ha assaltato un commissariato di polizia a Kumanovo, a 40 km dalla capitale macedone di Skopje, ingaggiando uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine che è durato trenta ore. Quattordici terroristi uccisi, attentato rivendicato dell’Uck kosovara nel nome di una fantomatica ‘Repubblica Illirica’.
Nelle polemiche politiche interne c’è chi ha minacciato in Macedonia ” una guerra come in Ucraina”. Sempre nel 2015, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov si era detto preoccupato degli sviluppi in Kossovo e in certe aree della Bosnia-Herzegovina, dove il Califfato ha lanciato una campagna di reclutamento per il Medio Oriente e il Nord Africa. Preveggenza.

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