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martedì 15 Ottobre 2019

In Siria anche la Bundeswehr tedesca

I soldati tedeschi, assieme ai canadesi si piazzeranno a nord, in vista dell’offensiva su Raqqa. Controllerà tutte le strade per garantire i rifornimenti. Dovranno garantire la sicurezza dei rifornimenti in arrivo dalla Turchia, dove, dopo l’ennesima giravolta del Presidente Erdogan, l’Isis è ridiventato il nemico pubblico numero due. Al primo posto della classifica sempre i curdi.

Bene, ci siamo, adesso il copione è completo: in Siria sbarca pure la Bundeswehr, come oggi si chiama l’esercito tedesco. E’ una notiziona, perché finora Frau Merkel l’aveva fatta franca e, dopo mille sceneggiate napoletane sulla solidarietà internazionale e i sacri principi della libertà, si era ben guardata dallo spedire anche un solo furiere nel tritacarne mediorientale. E invece ora l’ha fatto (o è stata costretta a intervenire, fate voi).

Dopo la Brexit, Grosse Deutschland è diventata ancora più capoclasse di prima, in Europa. Insomma, le viene più difficile imboscarsi, specie da quando Obama, sull’orlo di una crisi di nervi per la piega presa dagli avvenimenti, ha chiesto a tutti gli alleati “uno sforzo”. Il nostro cavaliere senza macchia e senza paura vorrebbe chiudere la partita con l’Isis ben prima che alla Casa Bianca arrivi Mrs. “Lacrimuccia facile”.

Al secolo Hillary Clinton, la quale, atteggiamento da orsolina ma ghigno satanico, non vede l’ora di stravaccarsi nello Studio Ovale e di prendersi tutti i meriti di un’eventuale vittoria sui tagliagole di Abu Bakr al-Baghdadi. Del resto, il Presidente degli Stati Uniti, da alcune settimane, va ripetendo come un mantra tibetano i suoi piani urbi et orbi: vuole la barba del “Califfo” sulla sua scrivania.

Gli americani si sono impegnati
a chiudere al più presto il conflitto

Come si usava durante le terribili guerre dell’antichità, quando si tagliava la testa al nemico per dare un segno inequivocabile di vittoria. E per questo si sta vendendo l’anima al diavolo. Dopo gli abbracci “satanici” con gli ex nemici iraniani, quelli con tutti gli emiri della Penisola Arabica e la pacca sulle spalle a Lucifero-Putin, ora pare che da Pennsyslvania Avenue sia partita una cartolina d’auguri persino per Belzebù-Assad.

Tutto vero. Gli americani, pur di vincere, fermano le macchine ai semafori e chiedono a tutti di partecipare all’assalto finale di Raqqa, la mitica (e un po’ fetente) capitale del “Califfato”, dove esiste un “Ministero del Terrore” (l’unico al mondo) incaricato di elaborare tutti gli attentati possibili e immaginabili. I tedeschi non hanno portato molti “panzer”, ma soldati speciali sì.

Sono stati incaricati, assieme ai canadesi, di prendere possesso della Route 712, a Tel Abyad (90 chilometri da Raqqa). Dovranno garantire la sicurezza dei rifornimenti in arrivo dalla Turchia, dove, dopo l’ennesimo giro di mazurka del Presidente Erdogan, l’Isis è ridiventato il nemico pubblico numero due. Al primo posto della classifica, infatti, resistono saldamente i curdi.

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