domenica 25 Agosto 2019

La rivolta di Watts contro il potere bianco Usa, 1965. Malcom X e Luther King

A Watts, un sobborgo di Los Angeles nel torrido agosto 1965 la sommossa a sfondo razziale durata per 6 giorni nell’agosto 1965. Bilancio finale, 34 morti, 1.032 feriti e 3.952 arresti. Nel 1966 a Oakland i primi disordini delle Pantere nere, movimento di liberazione degli afroamericani pesantemente discriminati, socialmente, politicamente e legislativamente. Principali leader Malcolm X e Martin Luther King.

Quel dannato 11 agosto 1965
Un agente della polizia stradale della California ferma un cittadino afro-americano sospettato di essere alla guida di un’auto in stato di ebrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. La vicenda prosegue con il fermo del sospettato al distretto di polizia dove qualche tempo dopo si presenta il fratello che chiede di avere in consegna l’auto. Auto sotto sequestro e permesso era negato. Ne segue una protesta di parenti del fermato amici e abitanti del quartiere. In breve la situazione sfugge di mano. Ne nasce una sassaiola che si conclude con l’arresto di parecchi manifestanti. Nel frattempo il numero dei manifestanti a favore dell’afro-americano arrestato era di parecchie centinaia di persone e il carattere non era più pacifico.

COW BOY wATTS

Nella notte si consumavano decine di atti di vandalismo, soprattutto distruzioni o incendi di auto. La mattina successiva, 12 agosto, un tentativo di riportare la calma sostenuto anche dai leader delle diverse comunità fallisce. A placare gli animi non serve nemmeno la notizia che alcuni poliziotti erano stati sospesi dal servizio. In serata allerta ai distaccamenti della Guardia Nazionale. La mattina del 13 le violenze continuavano e vengono incendiati decine di negozi. Il governatore autorizza il ricorso alla Guardia Nazionale, ma la polizia stava già fronteggiando i dimostranti utilizzando armi da fuoco. Le prime vittime si verificavano nel pomeriggio. L’alba del 14 centinaia di vigili del fuoco sono impegnati nello spegnimento di incendi.

Watts riot razzisdmo police

Lo stesso giorno interviene il primo contingente della Guardia Nazionale. Circa tremila soldati che nella notte ricevono anche robusti rinforzi. Viene proclamato il coprifuoco a partire dalle 20.00. I non autorizzati a circolare erano arrestati dalle pattuglie miste di soldati e poliziotti. La mattina del 15 i militari impegnati risultarono essere oltre diecimila. Di fronte ad uno schieramento così massiccio i disordini cessano, ma il coprifuoco resta ancora a lungo e si succedono arresti e fermi ancora per parecchi giorni.

Martin Luther King denuncia la violenza della polizia a Watts
Martin Luther King denuncia la violenza della polizia a Watts

Ieri per capire l’oggi
Il bilancio fu pesantissimo perché alla fine i morti furono oltre una trentina (dei quali 27 afro-americani), i feriti un migliaio e gli arrestati circa tremila. Spaventoso anche il bilancio dei danni: migliaia di edifici incendiati e negozi saccheggiati, centinaia di auto distrutte e date alle fiamme e una stima complessiva di danni per quaranta milioni di dollari, soprattutto nei quartieri centrali dove la popolazione non era afro-americana. Indubbiamente -e benché comprensibilmente se ne parli poco- i cinque giorni di Watts costituirono più cruento scontro a sfondo razziale della storia recente degli Stati Uniti.

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