Privacy Policy Emmanuel con la sposa Chinjeri ucciso dal 'Boko Haram' della fermana -
sabato 14 Dicembre 2019

Emmanuel con la sposa Chinjeri ucciso dal ‘Boko Haram’ della fermana

È stato fermato per omicidio preterintenzionale con l’aggravante della finalità razziale, Amedeo Mancini, l’ultrà della Fermana che il 5 luglio a Fermo ha colpito Emmanuel Chidi Namdi, il richiedente asilo nigeriano pestato a morte mentre difendeva la compagna dagli insulti razzisti di Mancini. OLTRE LA NOTIZIA di Daniele Protti, oltre il dramma di Emanuel, oltre il razzismo contro la Caritas di Fermo, altra violenza e altra ferocia a Venafro e la follia che cerca alibi.

Emmanuel Chidi Namdi, nigeriano di 36 anni, era arrivato con la moglie Chinjerj, 24 anni, nel settembre scorso in Italia. Erano ospiti di don Vinicio Albanesi, all’interno del seminario vescovile di Fermo. Un tifoso ultras della squadra di calcio Fermana ha aggredito la moglie Chinjeri nel centro della città, chiamandola “scimmia” e poi ha ucciso il marito, pestandolo a morte.
Non è casuale che quattro chiese della diocesi siano state prese di mira, tra febbraio e maggio scorsi, da ignoti attentatori che hanno piazzato ordini esplosivi artigianali: forse perché i parroci sono tutti impegnati nell’assistenza a emarginati, tossicodipendenti e migranti.
Tra questi Namdi e Chinjeri, che nella traversata dalla Libia all’Italia aveva abortito, per le condizioni del mare. Don Vinicio Albanesi li aveva uniti informalmente in matrimonio (per mancanza di documenti) nella chiesa di San Marco alle Paludi.

E don Vinicio ricorda che da tempo c’è un “giro” di bombe davanti alle chiese, da parte di italiani che si vantano di appartenere “alla razza ariana”. Ma don Vinicio non molla: la Fondazione Caritas ha già accolto 124 profughi, tra i quali 19 nigeriani. Namdi e Chinjeri erano fuggiti dai terroristi nigeriani di Boko Haram.

Ma le notizie sulla ferocia non mancano mai, purtroppo. Per esempio a Venafro una infermiera, quando ha saputo di essere trasferita mentre una sua collega sarebbe rimasta in ospedale, ha deciso di vendicarsi. Sul padre, Celestino Valentino, 76 anni, della collega: gli ha dato da bere un liquido usato per sturare le tubature dei lavandini: soda caustica. E’ morto dopo due giorni di agonia.
“Mi ero sbagliata”, ha provato a scusarsi, ma poi ha aggiunto: “Ma perché trasferire proprio me e non quell’altra?”. Comunque il trasferimento è già avvenuto: in galera.

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