giovedì 18 luglio 2019

69 anni fa l’Exit di India e Pakistan dall’Impero britannico

1947, a metà giugno, finiva l’Impero Britannico. Lord Mounbatten, ultimo vicerè, cedeva il potere britannico al partito del Congresso, e alla Lega musulmana panindiana. Separazione dall’impero e separazione dall’India del Pakistan musulmano. L’esodo di circa 13 milioni di persone da uno stato all’altro con violenti scontri tra musulmani e induisti che porteranno a più di 500.000 morti. Il giorno dell’indipendenza, il 15 agosto 1947, Gandhi non partecipa alle festività con il resto dell’India, ma si addolora in solitudine nella città di Calcutta.

Il 3 giugno scorso la stampa indiana ha ricordato che nella stessa data, nel 1947, era stato approvato il ‘piano Mountbatten’, ovvero l’atto preliminare dell’indipendenza indiana e del Pakistan, evento epocale del più generale processo di decolonizzazione, ma anche atto formale della disgregazione dell’impero britannico. Il 20 febbraio 1947 il voto della Camera dei Comuni a Londra aveva infatti stabilito che il governo sarebbe passato nelle mani degli indiani nell’arco di un anno e il primo ministro Clement Attllee aveva allora inviato come plenipotenziario lord Mounbatten. Il compito era semplicemente enorme in quanto non si trattava semplicemente di cedere il potere, ma di farlo in accordo con i due maggiori schieramenti indipendentisti.

Lord Mountbatten, a sinistra Nehru, a destra Ali Jinnah
Lord Mountbatten, a sinistra Nehru, a destra Ali Jinnah

La Lega musulmana panindiana capeggiata da Mohamed Ali Jinnah e il partito del Congresso guidato da Jawaharlal Nehru non si fronteggiavano solo dialetticamente nell’assemblea parlamentare, ma fisicamente anche nelle piazze, tanto che nella sola città di Calcutta nell’estate del 1946 i disordini avevano provocato quasi tremila vittime. Mountbatten si rese subito conto che un trasferimento graduale dei poteri non era possibile a causa delle gravi tensioni esistenti e dell’instabilità che ne derivava: decise di accelerare i tempi una volta ottenuta una minima base di accordo tra due parti. La sera del 3 giugno, in un messaggio rivolto attraverso la All-India Radio, giustificò la spartizione per evitare disordini ancora più estesi e sanguinosi. Un intervento inglese, sia pure solo per ristabilire l’ordine, sarebbe stato insomma controproducente.

Gandhi e Nehru
Gandhi e Nehru

Il 3 giugno fu annunciata la spartizione territoriale tra le due comunità che avrebbe originato due stati differenti a partire dal 15 agosto 1947: da quella data il governo inglese avrebbe cessato di esercitare ogni forma di autorità, anche se di fatto fino al 1950 alcune funzioni rimasero attive. I due nuovi stati erano autorizzati a formare proprie assemblee legislative e costituenti alle quali il governo inglese avrebbe ceduto il potere e, conseguita l’indipendenza, avrebbero potuto optare anche per un’uscita dal Commonwealth. Più delicata rimaneva la questione dei confini del Bengala e del Punjab, affidata a due commissioni diverse, sebbene entrambe presiedute da Cyril Radcliff. Il piano fu presentato alle commissioni il 9 agosto, approvato il 14 e definitivo il 15, data della proclamazione ufficiale dell’indipendenza per i due paesi, anche se oggi ricordata in date diverse (il 14 in Pakistan e il 15 in India).

L'esodo di 13 milioni di persone tra India e Pakistan
L’esodo di 13 milioni di persone tra India e Pakistan

I tempi furono dunque molto ristretti, soprattutto considerando l’estensione territoriale e i milioni di persone coinvolte e la spinta ad agire rapidamente non consentì l’organizzazione di alcune consultazioni referendarie relative ad altre minoranze che si dice fossero state previste in un primo tempo da lord Mountbatten. In pratica due fiumane di popolazione si mossero contemporaneamente in direzioni opposte: una per raggiungere l’India e l’altra le due parti del Pakistan e purtroppo ciò non si verificò in maniera ordinata né pacifica. Secondo stime recenti si spostarono in una direzione o nell’alta circa tredici milioni di persone. Il bilancio degli incidenti di questi esodi paralleli fu pesantissimo per le violenze e gravò a lungo sulle relazioni tra i due stati.

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