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mercoledì 22 Gennaio 2020

Austria, presidenziali da rifare. Ci riprova la destra con le barriere al Brennero

Il ballottaggio delle presidenziali in Austria va rifatto per irregolarità nello spoglio in alcuni seggi. Lo ha deciso la Corte costituzionale su ricorso del partito xenofobo e anti migranti dell’estrema destra. Al ballottaggio il 22 maggio era risultato eletto il verde Alexander Van der Bellen con uno scarto di circa 30 mila voti, rispetto al leader dell’estrema destra Norbert Hofer. Dopo Brexit, Hofer si era detto favorevole a un identico referendum in Austria. Il nuovo voto si dovrebbe tenere tra settembre e ottobre.

Al ballottaggio del 22 maggio era risultato eletto il verde Alexander Van der Bellen con uno scarto di meno di circa 30 mila voti, rispetto al leader dell’estrema destra Norbert Hofer. Dopo il primo turno vinto dall’estrema destra e dopo il ballottaggio vinto sul filo di lana dai Verdi, le elezioni presidenziali in Austria avranno quindi il loro risultato finale tra settembre e ottobre. Irregolarità nello spoglio delle schede in qualche seggio sarebbe alla base della clamorosa decisione della Corte Costituzione di Vienna.

La sera del 22 maggio, alla chiusura dei seggi, in base agli exit poll Hofer sembrava in vantaggio, ma il risultato finale uscito dal conteggio di circa 700mila voti per corrispondenza ha decretato la vittoria di Van der Bellen con uno scarto di circa 30.000 voti soltanto. Van der Bellen, in pratica, è diventato nuovo presidente dell’Austria con il 50,3 per cento delle preferenze, rispetto al 49,7 per cento di Hofer. Il Partito di Hofer ha deciso di presentare ricorso denunciando violazioni formali nello spoglio delle schede.

Brennero cop

Le schede votate o scrutinate in maniera irregolare sarebbero circa 78mila, numero che supera di gran lunga quello dei voti di distacco tra i due candidati. Nei casi contestati, non è stata rispettata alla lettera la legge elettorale, in particolare per quanto riguarda i tempi e le modalità del conteggio dei voti per posta. La Corte ha anche contestato e dichiarato illegittima la prassi seguita dal ministero dell’Interno di inviare a stampa e istituti di sondaggi i risultati locali prima della chiusura definitiva di tutti i seggi.

Si congela quindi l’insediamento ufficiale di Van der Bellen che avrebbe dovuto avvenire il prossimo 8 luglio. Non appena il presidente uscente Heinz Fischer lascerà l’incarico, quindi, la presidenza verrà assunta ad interim collegialmente dai presidenti delle due Camere. Hofer spera di avere una nuova opportunità per diventare il primo presidente ultranazionalista, anti-immigrati e di estrema destra di uno Stato dell’Ue. Dopo il referendum sulla Brexit, Hofer si era detto favorevole a un identico referendum in Austria.

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