venerdì 19 luglio 2019

Spagna al voto nell’Europa dello shock Brexit. Caccia al Cameron spagnolo

La Spagna al voto per la seconda volta in sei mesi. Brexit rimescola le carte. Chi è il Cameron spagnolo del disastro? Rajoy (Partito popolare), accusa Iglesias (Podemos) di “dividere il Paese”. Contro il premier Rajoy ancora in testa nei sondaggi nonostante scandali e corruzione, in campo la coalizione di sinistra Unidos Podemos, l’alleanza con lo storico partito di Izquierda Unida. Nella foto, il Re Felipe e il leader di Podemos

Noi siamo la stabilità, ripete il premier Rajoy puntando sulla paura Brexit per far dimenticare lo scandalo-intercettazioni del ministro degli interni. Unidos Podemos ha cercato invece di svincolarsi da qualsiasi forma di antieuropeismo invocando. Ed è caccia al David Cameron degli spagnoli. Per l’arancione Albert Rivera è Rajoy. Per l’ex presidente socialista Felipe González è il dissidente Pablo Iglesias.

Comunque vada, solo certezza, che anche stavolta servirà un accordo di governo. Partito popolare, da ultimi sondaggi, ancora prima forza politica (al 29%), Unidos Podemos supera il Psoe col 26%. I socialisti terzi al 20,5% e Ciudadanos al 14,5%. Ma tutte le soluzioni di governo torneranno al Psoe, che dovrà scegliere tra Unidos Podemos o con il Partito popolare. Rischio di prossime fratture interne ai partiti.

Sostenitore più credibile tra i molti che chiedono meno austerità e più sviluppo, Podemos, il partito di Pablo Iglesias, il professore di scienze politiche con il codino, parte di quella nuova sinistra cui apparteneva il greco Alexis Tsipras, costretto alla resa dai diktat europei. Ma la Spagna non è la Grecia come peso e contro la via del rigore ha oggi accanto dal Portogallo, alla Francia, all’Irlanda, alla stessa Italia.

Lo storico partito socialista operaio spagnolo, il Psoe, guidato dal giovane Pedro Sánchez, promette a sua volta meno austerità, ma è anche il partito che all’inizio della crisi invocò sacrifici. I sondaggi dicono che non basterà per recuperare sull’elettorato di sinistra orientato su Podemos. In calo anche Ciudadanos, partito arancione nato come alternativa pulita al Partido Popular, sommerso dagli scandali.

Mariano Rajoy, premier uscente, leader del Partido Popular, fa leva sulla paura di un salto nel buio se dovesse prevalere Podemos. Rivendica successi del suo governo che ha ereditato dal Psoe un Paese in bancarotta con migliaia di disoccupati. Rajoy parla di stabilizzazione e rilancio, senza cancellare lo Stato sociale. Il suo è un elettorato fedele e ha il vantaggio di non avere nessun avversario alla sua destra.

Ma la Spagna ha un’altra partita nazionale in corso oltre l’economia. Sulla scia di Brexit, il rischio della frammentazione nazionale. L’indipendentismo catalano ha avuto l’appoggio di Podemos che ha promesso un referendum indipendentista. Barcellona contro Madrid non solo nel calcio, e più Federazione che secessione vera. Sul carro di Iglesias potrebbero salire anche i nazionalisti di Paesi Baschi e Galizia.

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