Gran Bretagna Exit, Europa verso l’ignoto

Con la vittoria del ‘no’ all’Europa, si apre un lungo processo che può durare dai 2 ai 10 anni. Londra dovrà attivare l’articolo 50 dei Trattati Ue, una prima storica, che dà massimo due anni per negoziare l’uscita da 45 anni di legislazione, programmi e fondi Ue. E poi dovrà rinegoziare i suoi rapporti commerciali, economici e così via coi 27.
Verso uno status simile a quello dei Paesi Efta, come Islanda e Norvegia. Resta da risolvere il nodo dei funzionari e traduttori britannici che lavorano nelle istituzioni Ue. Un processo complesso, che lo stesso governo britannico ha quantificato in “un decennio” e il presidente Ue Tusk in “almeno 7 anni”.

Sterlina a picco
La sterlina crolla sotto gli 1,35, segnando i minimi dal 1985 e in calo più forte di sempre, in un mercato che assiste al vantaggio crescente dei voti a favore dell’addio all’Unione europea nel referendum inglese.

Paura sui mercati 
I futures sulla Borsa di New York segnano -2,6% dopo che il fronte a favore del ‘Leave’ s’è profilato vincente. In attesa dell’apertura dell’Europa, che si preannuncia durissima, i futures sull’indice Ftse-100 della Borsa di Londra crollano segnando -6%. Le borse asiatiche vanno giù, Tokyo -1,7%, Hong Kong -2,1%

Da Bruxelles ancora silenzio
In attesa dello conclusione dello spoglio e della ufficialità del risultato -ultime ma pochissime speranze, dice la Bbc- da Bruxelles e dalla altre capitali Ue ancora silenzio e attesa, anche se certamente tutti i conti con questa possibilità li avevano fatti già da tempo.

Ora l’inimmaginabile diventa possibile
Procedure complesse quelle che verranno per l’uscita formale della Gran Bretagna dall’Unione europea. Almeno due anni di percorso, con le difficoltà legate ad ogni divorzio, e l’Europa e il mondo occidentale in una fase perenne di instabilità e dubbi. Futuro incerto e difficile.

 

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