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martedì 15 Ottobre 2019

Follia armi, oltre la vergogna Usa i peccati europei

Rivolta al Congresso Usa, sit-in dei democratici contro le armi. Un soffio di vergogna che non riscatta la follia politica Usa condizionata dalla lobby corruttiva delle armi. Problema macroscopico negli Stati Uniti, ma non soltanto lì. In Europa le armi non le compri con la carta di credito al supermercato, ma se proprio le vuoi, clandestinamente le trovi. 6.700 morti per arma da fuoco all’anno in Europa, rispetto alle 33mila vittime americane. Nani e per fortuna.

Sit-in di protesta sul pavimento della Camera del Congresso americano di una sessantina di deputati democratici contro la bocciatura di nuove misure per il controllo sulle armi da parte del senato. Un soffio di vergogna che non riscatta certo la follia politica Usa condizionata dalla lobby corruttiva delle armi. Problema macroscopico negli Stati Uniti, ma non soltanto lì.
In Europa le armi non le compri con la carta di credito al supermercato, ma se proprio le vuoi,  le trovi anche clandestinamente.

Anche l’Europa ha le sue vittime per armi da fuoco. 6.700 all’anno dice il Flemish peace institute. Niente in confronto alle 33mila vittime americane, considerato anche che l’Unione europea ha 503 milioni di abitanti a fronte dei 302 milioni degli Stati Uniti. Va decisamente meglio rispetto al far west americano, ma non benissimo.

grafico armi-FB

Nessuno sa con certezza quante siano le armi che circolano illegalmente nel continente europeo. Uno studio commissionato dall’Unione europea ammette l’inesistenza di un dato sicuro. Dati incerti ci dicono di 81 milioni di armi presenti -15 armi ogni 100 abitanti- di cui 67 milioni sarebbero non registrate o detenute illegalmente. Ogni anno ne vengono sequestrate 81mila, cioè l’1 per cento del totale.

Dati non solo incerti ma anche confusi. In quale parte di Europa questa disponibilità di armi non dichiarate? Ue o Europa geografica? Sono compresi i Balcani delle guerre dell’altro ieri e degli arsenali saccheggiati?

Se è molto difficile stimare la quantità delle armi in circolazione, non lo è altrettanto contare le vittime, annota Jacopo Ottaviani, su Internazionale. Dal 2000 al 2012 in Europa sono morte per colpi di arma da fuoco almeno 81.556 persone. Suicidi oppure omicidi. Manca il distinguo tra le due categoria, che sarebbe importante. I suicidi difficili da ridurre con la limitazione delle armi fa fuoco, ma gli omicidi certamente.

Numerosi studi sostengono che non sempre chi non ha a portata di mano un’arma da fuoco ha il tempo o il modo di sostituirla con un’altra arma. Nel tempo che intercorre tra la crisi violenta e la ricerca di un’arma altrettanto letale a volte è sufficiente per far riacquistare lucidità al soggetto armato, o comunque è tempo utile per intervenire e fermare la violenza. Un accesso più complicato alle armi ha un impatto sul numero di suicidi e di omicidi, semplicemente perché è più complicato uccidere senza una pistola o un fucile.

Negli ultimi anni, in Italia, come nel resto di quasi tutto il continente europeo, il numero di morti per arma da fuoco è calato. Dal 2000 al 2011 il numero di vittime di armi da fuoco per centomila abitanti è diminuito di circa un terzo. In molti paesi europei sono state approvate leggi più restrittive che hanno avuto un impatto visibile: per esempio in Belgio, in Austria e in Svizzera le recenti leggi hanno portato a un calo visibile sia ai morti per arma da fuoco sia agli omicidi in generale.

Sull’onda degli attacchi a Parigi e a Bruxelles, il Consiglio dell’Unione europea ha approvato una bozza che intende modificare la direttiva sulle armi al fine di regolamentare ulteriormente la circolazione di armi da fuoco nell’Unione. Alcune delle misure che una volta valutate dal parlamento europeo potrebbero diventare legge prevedono per esempio una maggiore tracciabilità delle armi sul territorio europeo e la proibizione di alcuni tipi di caricatori e armi semiautomatiche.

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