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sabato 18 Gennaio 2020

Sanzioni contro la Russia 2016, pasticcio Ue

PRESSIONI USA-NATO ED EUROPA BALTICA IN GUERRA FREDDA. 
Le sanzioni Ue alla Russia estese sino a fine gennaio 2017. Il prolungamento di sei mesi approvato dagli ambasciatori. L’italiano Massari: che cessino quando sarà rispettato il trattato di Minsk. Da verificare chi lo rispetta e chi lo viola.

La Russia e il fantasma dell’Unione sovietica. Una Unione europea che si barcamena tra spinte contrapposte che subisce dall’esterno e in casa propria. Spinte esterne da Stati Uniti e Nato al suo comando che hanno la Russia come nemico strategico sul fronte orientale. In casa dell’Unione, lo scontro culturale oltre che di interessi tra i portatori di una visione estesa dell’Europa sino agli Urali, e gli ex Stati Satelliti dell’ex Unione sovietica che contro Mosca muovono antiche paure e conti da saldare. Ritorni di guerra fredda che fanno torto alla storia e alla politica.

Gli ambasciatori dei 28 Stati dell’Ue, hanno approvato a «livello tecnico» la decisione di rinnovare l’embargo economico ai danni di Mosca sino a metà gennaio 2017. Francia e Italia non si sono opposte alla manovra come invece si era pensato alla vigilia, chiedendo solo di poter litigare un po’ al vertice europeo in programma il 28 e il 29 giugno. Stati baltici ed ex satelliti sovietici di fronte per discutere su chi e come e quanto abbia violato gli accordi internazionali di Minsk sull’Ucraina orientale e in Crimea. Le interferenze Usa-Nato iniziano a creare più di qualche fastidio.

mogherini cop

La mossa rimanda la questione all’autunno. Numerosi governi cercano un modo per riagganciare il dialogo politico e commerciale col Cremlino. La linea difesa dalla Commissione e dalla maggior parte dei paesi dell’area centro-orientale, è che l’embargo finirà solo nel momento in cui l’accordo di Minsk sarà integralmente rispettato. Arbitraggio decisamente schierato. A Parigi come a Roma vince la realpolitik che punta alla normalizzazione delle relazioni col Cremlino. Qualche problema di politica italiana per le posizioni assunte da Missis Pesc Mogherini in contrasto con Roma.

L’azione italiana è stata per una volta chiara. Giusto avere una posizione unitaria dell’Ue su questo problema, ma allora discutiamone al massimo livello, dopo il vertice europeo. Che ogni Stato su assuma pubblicamente le sue responsabilità. E che la decisione sull’embargo sia parte delle ragioni politiche complessive dell’Unione verso la Russia. Per questo l’Italia ha chiesto che «sia aggiunto un breve paragrafo sulla Russia nelle conclusioni del vertice europeo» per stabilire un legame fra l’attuazione degli accordi di Minsk e le sanzioni stesse. A cercare i veri buoni e cattivi.

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