martedì 20 Agosto 2019

Hezbollah all’attacco in tutta la Siria con la benedizione Usa

La Casa Bianca dà via libera a Hezbollah. Non è vero che John Kerry sia in disaccordo col Presidente. Le cose che si fanno ma non si dicono. Obama avrebbe autorizzato Hezbollah (via Russia e Iran) a impegnarsi nella Siria Orientale, Valle dell’Eufrate, per bloccare il travaso di combattenti dell’Isis in arrivo dall’Irak.

Il Segretario di Stato John Kerry, secondo il New York Times, sosterrebbe la posizione di 51 diplomatici americani, che hanno criticato la strategia del presidente americano, Barack Obama, in Siria. Kerry avrebbe chiesto maggiore determinazione per costringere il presidente della Siria, Bashar al Assad, ad andarsene. Tutto vero? Macchè. Se anche Kerry avesse fatto cenno a questa sua presunta difformità di vedute con la Casa Bianca (ma mancano conferme) l’affaire sarebbe una grossa bufala o, a voler essere meno taglienti, un gioco delle parti.

Anche i gatti sanno, dalle parti di Pennsylvania Avenue, che uno dei veri strateghi della politica mediorientale americana è proprio… Kerry. Quindi, se la notizia fosse vera, in pratica il Segretario di Stato criticherebbe se stesso. Probabilmente a uso e consumo di giornalisti e fotografi. In realtà, l’asse Kerry-Obama è inossidabile e la “diplomazia parallela” Usa, quella che viene elaborata nelle segrete stanze, senza rendere conto a niente e a nessuno, marcia imperterrita verso l’obiettivo di risolvere le crisi “cum grano salis”, cioè di arrivare alla fine del mandato presidenziale con la soluzione in pugno. Fin qui le chiacchiere, perchè i fatti sono altri.

Obama ha autorizzato Hezbollah (via Russia e Iran) a impegnarsi nella Siria Orientale, Valle dell’Eufrate, per bloccare il travaso di combattenti dell’Isis in arrivo dall’Irak. Si tratta di una diretta conseguenza dell’attacco a Falluja. I governativi di Baghdad avrebbero occupato il centro della città sunnita, controllata dall’Isis. I veri protagonisti dell’attacco, però, sono gli uomini delle milizie sciite di Popular Mobilization Forces e delle Badr Brigades, coordinate dal mitico generale iraniano Qassem Soleimani, comandante delle brigate Al-Qods.

Gli aerei americani ora coprono
l’avanzata degli sciiti su Falluja

La notizia cruciale, quella che rende conto e ragione degli schieramenti sul campo e delle reali intenzioni americane è che l’US Air Force ora bombarda, a tutto spiano, le milizie dell’Isis per coprire la penetrazione delle brigate sciite a Falluja. Dal canto suo, l’aviazione russa copre invece Hezbollah in arrivo dalla Siria, in una manovra a tenaglia che dovrebbe sigillare il confine siro-irakeno e chiudere le unità combattenti del “Califfo” in una sacca.

Naturalmente gli informatissimi israeliani guardano con inquietudine l’evoluzione degli scenari tattici sul campo. Hezbollah, ex organizzazione terroristica, oggi gode di fatto di carta bianca da parte di Obama e, continuando di questo passo, si avvia a diventare protagonista di primo piano in tutta la regione. Cosa che fa venire i sudori freddi a Netanyahu e ai tre quarti del governo di Gerusalemme.

Potrebbe piacerti anche