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venerdì 22 Novembre 2019

Coppia di donne vince, a Roma e Torino il Pd vede le Stelle
Milano salva Renzi

Amministrative 2016, boom M5s e batosta Pd. Raggi e Appendino sindaco. Il Pd al ballottaggio con M5S perde. Roma, come da attese, ma a sorpresa anche Torino. Che punisce il buon governo di Fassino in chiave anti Renzi. Sala a Milano salva Renzi. Disillusione, ha votato solo il 50,54%

Amministrative in due parole: batosta Pd
Il partito di Renzi vince solo contro il centrodestra a Milano e a Bologna, ma perde contro il Movimento5Stelle che incassa il voto antirenziano sia a destra sia a sinistra.
Roma e Torino coppia di donne vince.
Virgina Raggi sarà la prima sindaca della capitale mentre Chiara Appendino conquista il capoluogo piemontese strappandolo a Piero Fassino.

L’alleanza Berlusconi-Salvini non sembra riuscire neanche nell’impresa di Milano dove in ‘renziano’ Beppe Sala, dopo un iniziale testa a testa con Stefano Parisi, conquista la vittoria, facendo tirare un sospiro di sollievo ai Democratici.
Senza sorpresa invece Napoli, dove si conferma la vittoria di De Magistris.

La destra sceglie l’antisistema
I cinque stelle si confermano così una ”macchina da ballottaggi”, come sono stati definiti dall’Istituto Cattaneo. Il centrodestra escluso a Roma e Torino vota le loro liste antisistema.

Raggi conquista il Campidoglio doppiando il rivale Roberto Giachetti, che riconosce per primo la sconfitta assumendosene le “responsabilità” e annunciando un’opposizione “costruttiva ma determinata”.

Il M5s non viene dunque penalizzato da un’affluenza in calo rispetto al primo turno un po’ ovunque: nella capitale il dato ufficiale si attesta al 50,19% contro il 57,02% del 5 giugno.
Dati simili anche a Torino, Milano, Bologna mentre a Napoli la percentuale scende addirittura al 35%.

Incasso nazionale
È stata ovviamente festa nella sede del comitato elettorale dei cinquestelle, dove in serata sono arrivati Beppe Grillo e David Casaleggio.
Ad entusiasmo in piazza, la sfida diretta a Palazzo Chigi, con promesse di vicina resa dei conti con Renzi.
Anche Forza Italia e la Lega puntano ad attribuire un valore nazionale alle elezioni amministrative. Mara Carfagna, portavoce dei deputati azzurri che parla di “fallimento del renzismo”.

Ma a destra prevalgono i problemi interni, con l’alleanza Forza Italia e la nuova Lega di Salvini che, dove non si è frantumata prima, comunque perde, come a Milano.
Peggio per la Lega tutta a destra di Salvini la sconfitta in casa, a Varese.

Salvini piange

Il ‘renzismo’ non è più una virtù
Perdere Roma è grave, ma era inevitabile. Perderla con metà dei voti degli avversari diventa beffa. Ma ciò che rende grave la sconfitta e apre un capitolo carico di incognite nel centrosinistra è la parallela caduta al Nord.

Fassino, uno dei fondatori del Pd, era in vantaggio di circa undici punti al primo turno e nonostante questo Torino ha da oggi un sindaco a Cinque Stelle. La Capitale sconta un dissesto amministrativo di anni, ma nel capoluogo del Piemonte è altra storia. Fassino ha lavorato con esperienza e serietà in una città ben gestita. Il contrario di Roma, ma risultato elettorale analogo.
Perché vince l’alternativa “grillina” con le sue ricette vaghe, i mille No? Il ‘renzismo’ non è più una virtù.

Una sconfitta Capitale
Il solito titolo geniale de Il Manifesto per Norma Rangieri, che sottolinea subito la scelta vincente dei 5Stelle di far correre due donne. Ma lo sconfitto è Renzi.
“Cade proprio sul fronte torinese la linea d’attacco del renzismo-marchionnismo rappresentata da un renziano ante-litteram come Fassino, antico dirigente del Pci-Pds-Ds-Pd, il partito che oggi perde una città che guidava da più di vent’anni”.“E neppure la difficile vittoria di Sala a Milano, raggiunta con fatica e probabilmente ottenuta grazie al soccorso rosso della sinistra e dei radicali, riesce a pareggiare il pesante debito elettorale del partito democratico”.

Ultimo dato su cui riflettere, il crollo dei votanti.
Le elezioni comunali, un tempo le più partecipate, oggi si rivelano poco amate e meno frequentate dagli elettori italiani. Ammonimento per il futuro dell’Italiacum all’ormai prossimo referendum istituzionale.

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