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sabato 14 Dicembre 2019

L’archibugio vigliacco e le armi da fuoco nelle follie dell’umanità

C’ERA UNA VOLTA IL BAIARDO, CAVALIERE SENZA MACCHIA E SENZA PAURA. L’archibugio arma vigliacca. Il medioevo che non è finito con la scoperta dell’America ma con gli eserciti dotati di armi fa fuoco. I cannoni del Sultano contro le mura di Costantinopoli. Un continente intero conquistato dallo spagnolo Cortez con pochi archibugi. Poi fu commercio di armi e si giunse la follia moderna. Armi disponibili per qualsiasi folle intento, sino agli Stati Uniti alla Trump

Prima della fine del Quattrocento un re di Francia calò in Italia a risistemare alcune questioni dinastiche che gli stavano particolarmente a cuore e tra le fila del suo esercito militava un nobile cavaliere chiamato Pierre du Terrail, signore di Bayard. Meglio conosciuto dagli italiani come Baiardo, il cavaliere francese godeva fama di essere ‘senza macchia e senza paura’ e soprattutto acerrimo nemico delle armi da fuoco. Imbevuto dello spirito della cavalleria medioevale non esitava a trafiggere con la lancia un avversario, né a mozzargli la testa con la spada, ma riteneva sleale e oltraggioso che un soldato armato di archibugio, magari appoggiato a un tronco e seminascosto, ammazzasse un cavaliere bucandogli la corazza. Quando il fante che aveva sparato era poi catturato, Baiardo non aveva remora a farlo impiccare considerandolo un volgare bandito da strada.

 Pierre du Terrail, signore di Bayard, Il Baiardo
Pierre du Terrail, signore di Bayard, Il Baiardo

Tre secoli dopo, quando un altro francese calò in Italia, accadde una vicenda simile: poiché gli austriaci impiegavano una sorta di fucile ad aria compressa e con questo – di nascosto e senza rumore – sparavano ai comandanti francesi ben visibili in mezzo ai soldati, Napoleone Bonaparte ordinò allora che i tiratori catturati con quest’arma fossero fucilati sul posto. La prima storia è avvolta in parte nella leggenda, ma la seconda no: ambedue però rappresentano le tante contraddizioni e ambiguità di fondo con cui ci si confrontiamo sulla questione delle armi da fuoco, o meglio sul loro ruolo e la loro storia. Il Medioevo studiato a scuola non finisce insomma perché nei libri di testo è fissata la data della scoperta dell’America, ma anche perché gli eserciti europei cambiarono l’arte della guerra con l’introduzione di armi da fuoco sempre più letali e in numero crescente.

L'assedio del Sultano a Costantinopoli
L’assedio del Sultano a Costantinopoli

Non furono solo popoli europei a cambiare la storia, perché ad esempio a provocare l’abbattimento delle mura secolari di Costantinopoli – fondando così l’impero ottomano – furono gli enormi cannoni turchi impiegati nell’assedio. Dall’altra parte nei secoli che seguirono alla guerra di Carlo VIII, l’Europa occidentale divenne praticamente dominatrice del resto del mondo e ciò fu possibile anche grazie al fatto che disponeva di navi e cannoni più efficienti e comunque in numero superiore agli altri avversari per terra e sugli oceani: un continente intero fu conquistato dallo spagnolo Cortez con pochi archibugi. La metallurgia divenne la componente essenziale dei sistemi economici europei e la produzione di armi era fondamentale. Altrettanto lo divenne la restrizione della circolazione, perché il potere degli stati si basava su queste e nessuno – a parte rarissime eccezioni – era disposto a cederlo senza discutere.

Cortes nelle americhe
Cortes nelle americhe

Per secoli l’Europa rimase insomma il continente più armato del mondo, o quello che ne seppe fare l’uso più vantaggioso, soprattutto senza mai cedere a nessuno le proprie tecniche, tanto che si potrebbe dire che proprio sulle armi da fuoco si sia fondato il sistema degli stati, della sovranità e delle relazioni internazionali. Anche l’estensione delle acque territoriali, cioè lo spazio di mare davanti alle coste controllato da uno stato, era definita in rapporto alla gittata del cannone costiero. Poi le cose si complicarono dall’incontro tra Marte, dio della guerra, e Mercurio, dio del commercio: gli arsenali dei principi lasciarono il posto a moderne fabbriche private che producevano e vendevano guidate da logiche di mercato e questa ultima trasformazione è forse la più evidente nel mondo della produzione di armi.

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