• 19 Febbraio 2020

Jo Cox, deputata pro migranti uccisa da uno xenofobo folle.
Brexit dall’umanità

Si macchia di sangue la campagna referendaria in vista del voto della Gran Bretagna sull’Ue. Jo Cox, giovane deputata del Labour impegnata contro la Brexit e per i diritti dei migranti, è stata aggredita e uccisa per strada da un uomo che ha infierito su di lei con un coltello e l’ha poi finita senza pietà con tre colpi di pistola. Un gesto di violenza folle che ferma ls campagna elettorale, e fa saltare le previsioni sino a determinare il risultato delle urne di qui a una settimana.
La tragedia a Birstall, vicino a Leeds, nello Yorkshire, cuore non sempre nobile dell’Inghilterra profonda. Anche questa volta un grido di rivendicazione preventiva da parte dell’assassino: niente “Allah Akhbar”, ma un ‘patriottico’ «Britain first», la Gran Bretagna prima di tutto.

La dinamica dell’aggressione
La polizia, per bocca di Dee Collins, funzionaria capo nella regione del West Yorkshire, resta per ora cauta sul movente e si limita a parlare di «incidente isolato». Ma conferma l’arresto di un uomo, Tommy Mair, 52 anni, bianco, originario di Batley, una cittadina del circondario. Di lui si sa che era un solitario e che viveva appartato. Ma l’immagine che ne restituisce una foto scovata dal Mirror, un uomo di mezza età in mimetica e con un berretto chiaro da baseball in testa, appare compatibile con quella di un mezzo fanatico, più o meno squilibrato.
Il racconto di chi ha assistito all’aggressione è quello di un atto premeditato, di un agguato.

La vittima
Jo Cox, 42 anni non ancora compiuti, moglie di Brendan, madre di due figli piccoli, attivista e beniamina del Labour in prima fila nel sostegno a un’azione internazionale per far finire la guerra in Siria e nella lotta alle nuove schiavitù e per l’apertura dei confini britannici ai profughi, è stata attaccata di fronte alla biblioteca di Birstall, dove secondo la tradizione britannica aveva in programma l’incontro settimanale con gli elettori del suo collegio.

Testimoni parlano di un uomo urlante mentre si divincola da un altro uomo che cercava probabilmente di fermarlo e quindi di scagliarsi sulla deputata. Jo, fisicamente minuta, si è difesa dalle coltellate, finché l’assassino non è riuscito a tirar fuori una pistola da una borsa e a far fuoco a distanza ravvicinata. «Almeno tre colpi», dopo diversi fendenti, ha raccontato un altro testimone che l’ha vista infine cadere in una pozza di sangue fra due automobili parcheggiate.

Un Paese sotto choc
«Una tragedia per il Paese», le ha reso omaggio per primo, da avversario politico, ma alleato sul fronte referendario, il premier conservatore David Cameron. Poi è stata una sequela di messaggi di condanna e di cordoglio, in patria e nel mondo: dal leader laburista Jeremy Corbyn a esponenti stranieri. Nessun commento diretto sulle radici dell’odio omicida. Il partitino Britain First, costola parafascista – islamofoba, suprematista e visceralmente anti immigrazione – uscita dalle file dell’ultranazionalista British National Party (Bnp) ha preso le distanze: la violenza «non è un tipo di comportamento che noi tolleriamo», ha detto la numero 2 del movimento Jayda Fransen.

 

L’IGNOBILE FARAGE

Il Guardian a proposito del clima di odio che ha innescato l’assassinio della giovane parlamentare laburista:
«Nigel Farage ha presentato in questi giorni un poster di ripugnanza senza precedenti. Lo sfondo era una linea lunga e fitta di sfollati in fuga. Il messaggio: “L’UE di tutti noi non è riuscita.” Il titolo: “Punto di rottura”…».

Conclude l’editoriale del Guardian: «L’idealismo di Jo Cox era l’antitesi di tale cinismo brutale. Onore alla sua memoria. Poiché i valori e l’impegno da lei incarnate sono tutto ciò che dobbiamo usare per tenere a bada la barbarie».

Jo Cox era diventata parlamentare laburista nel 2015, in un collegio del West Yorkshire, figlia della working class inglese, il papà operaio e la mamma segretaria di scuola, il suo impegno è sempre stato nelle organizzazioni non profit, Oxfam, Save the Children, con la fondazione di Melinda e Bill Gates.

Era entrata a Westminster, Camera dei Comuni, perché l’avevano scelta dal basso per il lavoro di mediazione e di cooperazione che aveva sempre svolto nello Yorkshire, apprezzata dalle forti comunità di migranti musulmani, apprezzata dalle comunità cattoliche e anglicane, apprezzata anche dagli avversari conservatori.

Si era sposata con un volontario col quale ha poi avuto due bambini, Cuillin e Leila. Nel 2008 aveva partecipato negli Stati Uniti alla campagna presidenziale di Obama nel North Carolina. Da allora la collaborazione coi laburisti, fino all’elezione in parlamento. La sua casa ora a Londra era una barca sul Tamigi, a Wapping, vicino al Ponte di Londra.

Presiedeva il comitato parlamentare degli «amici della Siria». Non aveva votato a favore dell’intervento britannico e dei bombardamenti. Ma nemmeno contro, come chiedeva Jeremy Corbyn. Si era astenuta perché credeva giusto l’impegno contro l’Isis ma altrettanto giusto l’impegno contro il dittatore Assad e una politica di aiuti alle popolazioni.

farage-manifesto

“Jo Cox uccisa dall’odio”, titola l’Independent.

Quale odio?
Quello ospitato nei giorni scorsi anche da giornali come il Telegraph, Daily Star e Daily Express, che non hanno esitato a pubblicare l’ignobile manifesto della campagna di Nigel Farage per Brexit.

Sullo sfondo una linea lunga e fitta di sfollati in fuga.
E il messaggio: “L’UE di tutti noi non è riuscita.”

Il titolo: “Punto di rottura”…».  Con Farage

 

Il senatore M5S Bartolomeo Pere
Il senatore Bartolomeo Pepe, ex M5S, ora nella formazione di destra GAL, Grandi Autonomie e Libertà,

IN ITALIA

E’ impressionante per brutalità e pochezza il tweet pubblicato sull’account del Senatore della Repubblica Bartolomeo Pepe dopo l’uccisione della deputata laburista britannica Jo Cox.

Sul profilo del politico, eletto con il Movimento 5 stelle e ora nel gruppo Grandi Autonomie e Libertà, è apparso un post con questo testo: “#JoKox colpire uno per educare cento”.
Un commento assurdo, che ha immediatamente scatenato le reazioni degli utenti del social network.

Non contento, il senatore ha ritenuto di dover precisare meglio il suo pensiero scrivendo: “Siano lecite le riflessioni sul tentativo di forzare l’orientamento popolare”.
L’idea di Pepe, par di capire, è che dietro l’omicidio della deputata britannica ci sia la mano di chi vuole sabotare il referendum sulla Brexit

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