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martedì 19 20 Novembre19

Allerta in Francia: terrorismo, proteste sociali e hooligan

Stato di massima allerta in Francia che, in pieno Europeo, è sotto minaccia terroristica con l’assassinio di una coppia di agenti lunedì notte. Ora una minaccia diretta di Isis dalla Siria. Altri problemi dopo la guerriglia urbana andata in scena ieri a margine del corteo sindacale contro la riforma del lavoro. Infine le violenza incontenibili degli hooligans

La Francia tra il caos delle piazze e le diverse e contemporanee emergenze.

Sempre la minaccia jihadista
La polizia e l’antiterrorismo francesi sono stati avvertiti dai colleghi belgi che piccoli gruppi di estremisti avrebbero lasciato la Siria diretti in Francia e Belgio per compiere attentati. Lo riferisce un funzionario francese all’Associated Presse, aggiungendo che le autorità di Parigi restano “molto caute”, riferendosi alla segnalazione. Ma l’allarme è altissimo, dopo il nuovo attacco del terrorista armato di coltello ha ha ucciso un due agenti di polizia.

«Questa guerra – ha detto il primo ministro Manuel Valls il giorno dopo l’uccisione dei due agenti – durerà una generazione. Altri innocenti perderanno la vita. Mi si accuserà di generare ancora più ansia, ma la realtà è questa». Ai microfoni della radio, Valls ha rifiutato ogni processo ai servizi di sicurezza dopo l’assassinio dei due poliziotti da parte – ancora una volta – di un sospetto, segnalato e sottoposto a intercettazioni telefoniche.

Difesa ad oltranza. «Non permetterò che si parli del benché minimo errore, né di mancanza di discernimento – ha affermato – è sempre un fallimento quando due pubblici ufficiali vengono assassinati così». «Facciamo fronte a una minaccia globale – ha aggiunto il primo ministro – abbiamo un nemico interno con questi individui auto radicalizzati che possono agire con pochissimi mezzi».

Proteste sindacali e ‘casseur’
Altolà del presidente francese Francois Hollande, che ha annunciato lo stop alle autorizzazioni a manifestare “ Se non viene garantita la protezione dei beni e delle persone”. Hollande, citato dal portavoce del governo Stephane Le Foll al termine del Consiglio dei ministri all’Eliseo, ha aggiunto che – dopo i gravi incidenti di ieri a Parigi – le future autorizzazioni a manifestare saranno esaminate “caso per caso”.

Ieri la città è stata messa sottosopra con immagini da guerriglia e almeno 40 feriti, tra cui 29 poliziotti e 58 fermi tra le fila dei casseur. Nella Francia dei veleni non bastava l’allerta massima per il terrorismo. A Parigi la manifestazione indetta dai sindacati contro la riforma del Lavoro si è trasformata in campo di battaglia. Sassi, bastoni, bottiglie, vetrine infrante, auto rovesciate e bici in fiamme.

Il primo ministro francese, Manuel Valls, che ha chiesto alla Cgt di non organizzare più a Parigi manifestazioni che possano sfociare in violenze, come ieri, e ha rivolto accuse al servizio d’ordine del sindacato nel fermare i ‘casseur’ che hanno imperversato lungo tutto il corteo. Ieri almeno 700-800 ultrà e teppisti. «Queste manifestazioni non possono più continuare così – ha proseguito – e faccio appello alla responsabilità di un sindacato, la Cgt, che ieri, è stato sopraffatto».

L’assurdità degli hooligans
Altro fronte dei scontri, il più assurdo, quello della tifoseria calcistica violenta. Ancora ieri la polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere hooligan inglesi e russi a Lille dopo i tafferugli scoppiati al termine della partita tra Russia e Slovacchia. Esplosioni si sono udite a Lille nei pressi di place des Reignaux. Lo riferiscono all’Ansa fonti Uefa. Sono stati lanciati gas lacrimogeni dalla polizia mentre molte auto sono state danneggiate da ultrà russi. Almeno una persona sarebbe stata arrestata dalla polizia francese.

L’ambasciatore francese in Russia, Jean-Maurice Ripert, è stato intanto convocato dal ministero degli Esteri russo per la detenzione di un gruppo di tifosi russi che andavano da Marsiglia a Lille “per la prossima partita del campionato Euro 2016 della squadra russa”. Lo riporta la testata online filo-Cremlino Sputnik. E l’Europeo di calcio diventa assurdamente occasione di scontro diplomatico serio per una banda di teppisti ubriachi.

La follia hooligan non si ferma dunque, nonostante la minaccia di espulsione che pesa sulla nazionale di Mosca: la sanzione, precisano fonti vicine all’Uefa, non si estende però anche ad eventuali scontri al di fuori degli stadi, che dipende delle autorità del Paese ospitante. Da Mosca, il Cremlino aveva replicato invitando i tifosi a “non reagire ad alcuna provocazione” per il bene della propria squadra, definendo “inaccettabile” i comportamento dei protagonisti delle violenze di sabato a Marsiglia.

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