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martedì 19 20 Novembre19

America a mano armata nuova strage. L’omofobia si veste da jihad

50 morti e 53 feriti in un club gay di Orlando, il Florida. La peggiore strage commessa con armi da fuoco della storia americana che con la follia delle armi non riesce a fare i conti. L’assassino, un americano 30enne di origini afghane. Nel locale trovati una pistola e un fucile mitragliatore d’assalto Ar-15. L’uomo si era barricato nella discoteca e aveva trattenuto molti ostaggi per alcune ore. Fbi indaga sul terrorismo islamico.

Follia pura, non solo quella dell’assassino, ma l’assurdo dell’arsenale gli ha permesso di compierla, acquistato legalmente sotto casa. L’America di Trump che vorrebbe ancora più armi in libera circolazione. Nel locale trovati una pistola e un fucile mitragliatore d’assalto Ar-15. Gli strumenti per la peggiore strage commessa con armi da fuoco della storia americana. Ma insistendo con l’arsenale libero, si potrà fare anche di peggio. Bilancio per ora noto, 50 morti tra cui lo stesso assassino, ma con molti feriti gravi.

Il killer è Omar Seddique Mateen, è nato nel 1986, ed è americano della città di Port St.Lucie, in Florida, ma di origini afghane. Una sua presunta foto è apparsa su un account Twitter ritenuto vicino allo Stato islamico che non rivendica ma i cui tifosi cavalcano la tragedia. Secondo fonti della polizia riportate dalla Cnn, Mateen sarebbe stato noto all’Fbi, addirittura una delle cento persone sospettate di essere simpatizzanti del califfato e per questo sul radar dei federali a Orlando. Il padre parla invece di fobia anti gay.

I fatti. Alle due di notte (le 8 in Italia), mentre gli ultimi ospiti prendevano l’ennesimo “shot” e si scambiavano chiacchiere e ballavano l’ultimo pezzo, si sono sentiti i primi spari. Un uomo comincia a sparare all’impazzata contro contro la folla che balla sulla pista. Chi si trova accanto al bancone del bar, riferiscono i testimoni, riesce a scappare dalle uscite posteriori. All’interno, parecchie persone, distese a terra. Ostaggi bersaglio, come accaduto al Bataclan, il 13 novembre a Parigi, con analoghe scene di terrore.

L’assassino si barrica all’interno del locale per circa tre ore. Interviene la polizia. Nuova sparatoria, altri ostaggi uccisi assieme al folle. Alle 5 di mattina un tweet della polizia della Florida riferisce della morte del killer. Finisce l’incubo ma il bilancio è terribile: 50 morti e 53 feriti. Sono 30 le persone tratte in salvo. Nella conferenza stampa, il capo della polizia riferito che l’uomo era armato di un fucile d’assalto, di una pistola e di un altro tipo di ordigno non identificato, forse esplosivo da kamikaze con cui si sarebbe ucciso.

La peggiore sparatoria della storia americana. Appena un giorno dopo l’uccisione al termine di un concerto di Christina Grimmie. Pochi giorni fa a Los Angeles uno studente ha ucciso un professore e poi si è tolto la vita. Solo quest’anno, 132 sparatorie con 156 morti. Prima di Orlando, la sparatoria più grave il 22 aprile scorso nell’Ohio, dove otto membri di una stessa famiglia sono morti in una sparatoria ancora incomprensibile. Nel 2015, dati da Shootingtracker, ben 372 sparatorie e 367 morti, uno al giorno.

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