venerdì 14 dicembre 2018

ONG umanitarie ma non troppo. CIA, USAID e ‘regime change’

INCHIESTA 2a PUNTATA. Da Tersite su LookOut, rivisitato da RemoContro. Il compito meno noto e più invadente della Cia, il “regime change’, creare le condizioni per il rovesciamento interno di governi non amici finanziando e corrompendo. Le rivoluzioni ‘arancione’ rispetto alla ben più cruenta strategia della tensione, “Destabilizzare per stabilizzare”, che abbiamo conosciuto in Italia durante la guerra fredda

Per capire il ruolo delle ONG nella geopolitica globale, precisa Tersite, nella seconda puntata della sua irriverente incursione nel mondo infido delle Organizzazioni non governative e non sempre molto ‘umanitarie’, bisogna partire dalla Cia.
Con questa premesse di scuola.
1. La leadership globale degli USA non si regge sulla forza militare ma sulla loro immagine;
2. Modello sociale, guida del mondo libero, difesa dei diritti umani e della democrazia;
3. Questa immagine e reputazione consente agli Usa di utilizzare la forza militare.
Compito prioritario della Cia, più che la raccolta di informazioni, la difesa di queste prerogative globali auto proclamate.

Quindi le Psychological Operations, le PSYOP della Cia, cioè il condizionamento psicologico dato dall’informazione pilotata e dalla propaganda. Propaganda passiva e attiva.
A) Passiva, per sostenere un’opinione pubblica favorevole agli Usa sia nei Paesi alleati, sia nei Paesi che vanno influenzati culturalmente, economicamente e politicamente per portarli nell’area politico-economica occidentale.
B) Propaganda attiva, utilizzata per destabilizzare e portare a ‘regime change’ Paesi da annettere nella propria area di influenza, vedi Venezuela, Libia, etc, o da sottrarre come alleati alla Russia, vedi Ucraina, Siria, etc.

Caso A o caso B, deve realizzare una influenza culturale, politica ed economica che favorisca gli interessi commerciali e strategici degli Stati Uniti. Ed ecco perché, Corporations e fondazioni come la Ford, Rockfeller, Carnegie, Mc Arthur, Soros, etc.. contribuiscono a finanziare ONG para governative, ne fondano di proprie e forniscono copertura per il transito di finanziamenti governativi.
Sempre per le finalità meno note della Cia, “Al fine di fare propaganda la Cia crea giornali e stabilisce collusioni con emittenti TV, corrompe giornalisti anche in Occidente, e finanzia testate”.
Caro Tersite, a questo punto qualche nome non guasterebbe, ma poi chi paga gli avvocati?

Per evitare guai giudiziari oggi, accontentiamoci della storia di ieri.
Nel pieno della Guerra Fredda, la Cia ha creato o guidato organismi privati utili sia alla propaganda sia alla copertura di attività spionistiche.
Tra questi, notizie ormai consolidate, il Congress for Cultural Freedom, che gestiva 60 pubblicazioni e un servizio internazionale di notizie. L’European Movement e addirittura in Francia un sindacato anticomunista, Force Ouvrière.
Successivamente, non potendo finanziare direttamente testate per via dei bilanci pubblici, la Cia ha fatto passare i finanziamenti tramite compiacenti organizzazioni private. Come visto sopra.

Sull’onda di opposizione alla guerra in Vietnam, a metà degli anni Settanta, l’attività di interferenza CIA fu messa in discussione.
La rivista Ramparts fece i nomi degli organismi privati usati per corrompere giornalisti, e Camera e Senato avviarono due commissioni di inchiesta sulla CIA. Commissioni “ostili”, dice il sito della CIA nella sua ricostruzione, e fa un po’ ridere vedere l’inquisito che si permette emettere sentenza sull’inquisitore eletto dal popolo.
L’esito delle inchieste parlamentari limitò le possibilità di propaganda della CIA.
Sino al 1983, quando diventa presidente Reagan, avendo come vice -questo è decisivo- l’ex Cia George Bush, capostipite di una famiglia di presidenti

Ronald Reagan crea il National Endowment for Democracy, collettore dei finanziamenti PSYOP. E son subito interferenze. Nel 1985 il Center for Investigative Reporting e il francese Libération svelano che il NED aveva finanziato attività di propaganda contro il presidente socialista Francois Mitterand.
Il New York Times scopre e indica la strada percorsa dai finanziamenti, ben 1,3 milioni di dollari, attraverso il Free Trade Union Institute. I soldi erano finiti a Force Ouvrier e a un gruppo di estrema destra che aveva poi tappezzato Parigi di manifesti contro Mitterand.

Quando la storia venne fuori, il Dipartimento di Stato negò, ovviamente, qualsiasi coinvolgimento del governo USA, ma il NED è ancora ben vivo e vegeto. Oggi molto presente in Ucraina, guarda caso, dove per promuovere la destituzione dell’ex presidente Viktor Yanukovich hanno operato nella propaganda antigovernativa ben 150 ONG made in Usa o dintorni politici.
Nel dicembre del 2013 il non sovversivo Financial Times ha scritto che queste ONG hanno “giocato un ruolo importante per avviare la protesta e farla correre”.
Esempi citati, New Citizen, Centre UA, Chesno, Stop Censorship, che avevano ricevuto soldi dallo USAID e dal National Endowment for Democracy.

Sia il NED che l’International Republican Institute, si dicono indipendenti dal governo Usa perché cambiano tasca degli stessi pantaloni. Prendono fondi dal Congresso, dal Dipartimento di Stato e dalla U.S. Agency for International Development, l’USAID, nota tra noi, ‘Grande pubblico’, come braccio semi pubblico delle Cia nel mondo.
Utile ricordare che una delle tre ONG finita sotto accusa in Egitto (prima puntata), la Freedom House, riceveva il 75% dei fondi dal governo Usa. Nel 2006 il Financial Times la indicò come organizzazione finanziata dal Dipartimento di Stato “Per attività clandestine in Iran”. Non risultano querele.

Freedom House ha avuto ottimi rapporti con la Fratellanza Musulmana che con l’ex presidente Morsi pare volesse islamizzare la Costituzione dell’Egitto e sottoponendola alla Sharia.
Difficile pensare che una di queste ONG americane non scambi informazioni col proprio governo. A seconda del grado di coinvolgimento del Dipartimento di Stato le informazioni possono essere ‘aperte’, osservazioni e dati pubblici, oppure ‘coperte’, se ottenute dal lavoro clandestino di veri e propri agenti che operano sotto la copertura delle ONG.

Ma questo si chiama spionaggio ed è altra storia. O almeno dovrebbe esserlo.

 

(http://www.lookoutnews.it/ong-cia-inchiesta/)

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