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mercoledì 13 Novembre 2019

Modigliani, un dipinto maledetto e Massimo Nava a stupirci

RemoContro a sorpresa. Qualche volta, grazie ai suoi prestigiosi autori, parla anche di delitti non in serie come nella guerre di cui ci occupiamo di solito. Ad esempio, delle indagini del commissario Bastiani sulla morte di un mercante d’arte stregato da una tela di Modigliani, nel nuovo romanzo di Massimo Nava, che si rivela anche giallista coi controfiocchi ne, «Il mercante di quadri scomparsi».

Il «Nudo di donna», della foto di copertina, opera di quel genio tormentato di Amedeo Modigliani. La modella Lunja Czeckowska è distesa, le braccia sono raccolte dietro la testa, in primo piano c’è la pelle dei seni e del sesso, un sorriso enigmatico. Erotismo puro, soprattutto per l’epoca. E attraverso le avanguardie dell’arte del Novecento, Massimo Nava si avventura e ci trascina nei meandri di un giallo culturale, storico, psicologico ed economico.

«Il mercante di quadri scomparsi», usa tutti gli ingredienti originali di quel quadro vecchio di 100 anni, dipinto pare nel 1916, per trascinarci in una catena di omicidi che scorrono lungo i percorsi più crudeli del secolo, sino ai giorni nostri. Nello scorrere del racconto, vedremo spostare immensi patrimoni, collegare la tragedia della Shoah alle dubbia ricchezze di taluni magnati russi, tanto pieni di denaro quanto pronti a tutto pur di difendere i loro molti privilegi.

Per far fronte a questo pasticcio di storiche nefandezze, Nava crea il commissario Bernard Bastiani, nome italiano ma commissario francese, un Maigret rivisitato che gli permette di rimanere della sua Parigi di mestiere. La Parigi di Nava oltre che del Maigret letterario. Bastiani ha da poco accettato un incarico comodo a Montecarlo, dopo anni di violento lavoraccio nelle periferie di Parigi, Montpellier e Marsiglia. Ma sono subito guai anche nel pacioso principato.

Nava cop color

Appena due mesi dopo il suo arrivo, Bastiani si ritrova con un caso sensazionale, che finisce sulle prime pagine dei giornali svizzeri. In un cassonetto, quasi in segno di sfregio, viene ritrovato il cadavere di Claude Massena, affermato mercante d’arte, ricco e divorziato, titolare di un’amante bellissima, e di quadri altrettanto ammirati: Rothko, Leger, Mondriand, Chagall, e ovviamente Modigliani. Bastiani affronta il caso alla vigilia del Gran Premio di Montecarlo.

Non tutto ma di tutto. Il commissario scopre che la carriera di mercante d’arte, cinica e basata sul calcolo, ha avuto un imprevedibile inciampo. L’algido Massena si è perdutamente innamorato della tela di Modigliani di cui stava trattando la vendita. L’incontro col Bello che diventa insostenibile. E Bastiani trova la necessaria ‘spalla’ investigativa nel giudice Labrosse. I due, Nava complice, portano le indagini dalla Montercarlo mondana alla Svizzera dei forzieri.

E qui la storia si intorbidisce nel passato ma si avvia alla soluzione del presente. C’è il mondo dei neomiliardari russi. C’è la Shoah, le ruberie naziste. L’occasione per riproporre ai distratti il caso di Cornelius Gurlitt, che fino al 2013 riuscì a nascondere a Salisburgo quasi 1.500 capolavori, Chagall, Renoir, Matisse, Picasso, Toulouse-Lautrec, lasciatigli dal padre Hildebrand, membro  della Commissione per l’arte degenerata voluta da Hitler. Il peggio di ieri che incrocia l’oggi.

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