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martedì 19 20 Novembre19

Intercettazioni albanesi, macchinari italiani e non solo. A Tirana salta il capo della polizia

Pasticcio italo albanese delle intercettazioni, un macchinario della polizia italiana giunto in Albania per addestrare la polizia locale e forse usato nascostamente per intercettazioni contro avversari politici. Su richiesta della Procura, il Tribunale di Tirana ha sospeso capo della polizia. Il capo del governo, Rama, parla di ‘macchinazione politica’ e difende l’Italia

La notizie è in parte nota, non pare particolarmente rilevante, ma è rivelatrice di alcune realtà statuali albanesi, Paese vicino e a noi molto legato, e fa intuire anche qualche faciloneria -vogliamo essere ottimisti e patriottici- da parte italiana.

La prima versione  dei fatti
“Su richiesta della Procura, il Tribunale di Tirana sospeso il capo della polizia, Haki Cako”. Senza traduzione la frase successiva: “His suspension came after the illegal entrance of a spying equipment in our country”.
L’entrata illegale del macchinario (portato dalla polizia italiana su auto con targa diplomatica, pare accertato), che viene definito «a spying equipment», apparecchiatura di spionaggio.
Inquietante ma esagerato, e vedremo dopo il perché.
Nei guai, arresti domiciliari, il capo delle forze operative della Polizia di Stato e uno specialista di intercettazioni.

Përgjimet, intercettazioni
Più interessante ed estesa la versione in albanese.
Poche parole in lingua: “Përgjimet”, intercettazioni, e. “Rama: Makinacion politik”, e questa l’abbiamo capita tutti. Sempre Rama ora chiede alla Procura di chiedere scusa all’Italia per i sospetti che avevano coinvolto l’amabasciata.
Un po’ più completa la narrazione dei fatti.
Tre settimane dall’inizio delle indagini -RemoContro aveva raccontato a fondo la vicenda che coinvolge anche il nostro Paese- per il sospetto uso illegale dispositivo “IMSI Catcher”, usato della polizie e spie di mezzo mondo per intercettare le comunicazioni coi telefonini cellulari.

Le accuse della procura 
Macchinario della polizia italiana destinato a semplice addestramento che qualcuno in Albania potrebbe averlo usato a propri fini occultamente. Il macchinario sarebbe entrato senza l’autorizzazione della Procura e senza le corrette operazioni doganali. Problema di faciloneria o di malizia?
Evidente partita politica tra governo e opposizione, col discusso ex premier e presidente Berisha a cavalcare la vicenda. Il politico ha diffuso una lista di 375 persone, ch sarebbero state messe sotto controllo grazie al macchinario italiano.
In politica vale più l’accisa che la ricerca delle prove. E va anche detto che la magistratura albanese che non risulta campionessa di terzietà.

Il ‘Grande orecchio’ Imsi Catcher
Ma la nostra attenzione -egoistica- è su quel IMSI Catcher che va e viene tra Roma e Tirana. A proposito, sarà rientrato a casa dopo tanto pasticcio? Si attende risposta.
Altra domanda. Quanti ne abbiamo qui in Italia, e chi li ha e li usa, e come?
Tante domande e temiamo, poche risposte chiare e certe.
Se n’è occupato anche il collega Fabrizio Colarieti esattamente un anno fa su il Fatto quotidiano.
Scopriamo così che l’attrezzatura di intercettazione, è tranquillamente sul mercato, e te le puoi comprare persino via Internet. Il ministero dell’Interno ne sta acquistando attraverso pubbliche gare e ammette di usarlo da tempo. E quanti altri non lo ammettono ma lo usano?

I segreti di IMSI Catcher
L’Imsi, in sostanza, è un finto ripetitore che si intromette fra i telefoni e i veri ripetitori, rubando così masse di conversazioni e dati all’insaputa dei gestori.
Quindi, numeri di telefono, sim dell’utente, luogo dove si trova, sms o WhatsApp svelati e -con la versione più sofisticata e costosa dell’apparecchiatura- ascoltare le conversazioni.
Sconvolgente vero? Più o meno tutti sapevamo, ma conoscere certi dettagli un po’ sconvolge.
Ultima considerazione, sui fati albanesi: ‘bella pensata quella di ‘esportare’ per addestramento simile attrezzatura e in Albania.

International Mobile Subscriber Identity
Ecco svelato l’acronimo Imsi Catcher. Scopriamo che in molti Paesi è allarme, mentre nostro Garante della privacy non se n’è ancora occupato.
Ngli Stati Uniti, questi apparati sono stati messi al bando dalle associazioni che tutelano la privacy, soprattutto da quando si è scoperto che l’Fbi li ha installati anche a bordo di una piccola flotta di aerei spia. Pure a Londra sono stati scoperti, montati sui tetti della città, e ne sono nate accese polemiche.

Ultima considerazione, sui fatti albanesi ma anche italiani: chi ha avuto la bella pensata di ‘esportare’ per addestramento simile attrezzatura e in Albania?

 

LE PUNTATE PRECEDENTI

18 maggio 2016
ALBANIA, TERRA D’AVVENTURA: STATO, ANTISTATO E L’ITALIA NEL MEZZO
http://www.remocontro.it/2016/05/18/albania-terra-davventura-stato-antistato-e-litalia-nel-mezzo/

20 maggio 2016
IN ALBANIA COMMEDIA ALL’ITALIANA: GUARDIE E LADRI E SPIE ED INTRALLAZZI
http://www.remocontro.it/2016/05/20/24100/

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