venerdì 19 luglio 2019

Dalla Libia i finti missili su Lampedusa prima dei migranti veri

Ricordate quando Reagan, 1986, bombardò Gheddafi? Probabilmente no. Allora fu Bettino Craxi a fare la spia avvertendo Gheddafi dell’arrivo dei caccia Usa che lo volevano uccidere. Ed ecco l’invenzione Usa sul missile libico lanciato contro Lampedusa, provocazione Usa per creare caos politico in casa nostra.

La storia maestra di vita? A volte capita.
Ricordate quando Reagan, 1986, bombardò Gheddafi? Probabilmente no. Allora fu Bettino Craxi a fare la spia avvertendo dell’arrivo dei caccia Usa che lo volevano uccidere. La rivelazione fu fatta da Giulio Andreotti, nel 2008. Tanti illustri scomparsi. Ma il presidente-attore Usa allora non gradì affatto.

Ed ecco, pochi giorni dopo il colpo di risposta: i missili, uno o più, si discusse allora, lanciati dalla Libia contro Lampedusa e per puro miracolo finiti in mare. Più che missili, delle balle. Invenzione americana usata per create scompiglio tra le forze politiche di casa che sulla questione Libia si stavano lacerando, è la rivelazione ultima.

La prima rivelazione nel 2008. Prima conferma ufficiale grazie a due protagonisti della crisi, il senatore a vita Giulio Andreotti, allora ministro degli Esteri del secondo governo Craxi, e il capo della diplomazia libica Abdel-Rahman Shalgam, all’epoca ambasciatore a Roma.

Raid Usa per punire Gheddafi dell’attentato alla discoteca La Belle di Berlino dell’aprile 1986, con tre soldati Usa. Bombardieri F-111 decollati dalle basi di Lakenheat e Upper Heyford, in Gran Bretagna, e aerei della Sesta Flotta di stanza nel Mediterraneo. Furono uccise una ventina di persone, fra le quali la figlia adottiva del colonnello.

In quell’occasione gli Stati Uniti utilizzarono la base di Lampedusa, «ma contro la volontà del governo italiano, perché Roma era contraria all’uso dei cieli e dei mari nazionali per l’aggressione», dichiara Adreotti. La risposta libica accreditata allora  fu il lancio di due missili Scud su Lampedusa, smentita oggi.

Falsi missili e pura disinformazione, con i nemici Libia e Usa a condividere la bugia reciprocamente utile. Ne ha parlato giorni fa a Roma, Ahmed Maetig, vice premier libico dell’ancora incerto governo Saraj messo su dall’Onu. Ieri come oggi, con un seguito più recente.

Nel 2011 la partecipazione italiana alla missione Nato contro la Libia di Gheddafi fu sollecitata per evitare che gli alleati-concorrenti petroliferi di ieri e di oggi, bombardassero i terminali petroliferi dell’Eni. Un percorso infido da sempre quello dell’Italia in Libia.

Potrebbe piacerti anche