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venerdì 20 Settembre 2019

Usa e Iran attaccano assieme Falluja ma fingono di no

SE «L’IMPERO DEL MALE» USA AIUTA LO «STATO CANAGLIA» IRAN PER ISIS È L’INFERNO. Corsivo malizioso di Piero Orteca rispetto ad una svolta strategica che molte ‘Cancellerie’ che contano nel mondo hanno preferito sottacere o far finta di non vedere: Le strane alleanze sul campo di battaglia in Siria e ora nella irachena Falluja.

AGENZIE STAMPA INTERNAZIONALI. Intensi combattimenti a nord di Falluja, città irachena nelle mani di Isis. Una forza di combattenti iraniani è arrivata nella periferia della città a maggioranza sunnita. Le forze statunitensi hanno lanciato raid aerei a sostegno dell’operazione irachena come ha riferito a Fox News il colonnello Steve Warren, portavoce militare Usa.
NELLA FOTO. Il generale iraniano Qassem Soleimani, delle Guardie Rivoluzionarie, comandante delle forze sciite in Iraq, legge una dettagliata mappa americana della zone di operazioni.

 

Che il Medio Oriente sia diventato un vero inferno, purtroppo, lo sanno tutti. Meno (forse) quelli che avrebbero dovuto saperlo, specie nelle Cancellerie occidentali, quando, una dopo l’altra, non hanno azzeccato una mossa che sia una. Bene, adesso che Barack Obama sta per salutare la compagnia, vengono al pettine molti nodi. Non tutti negativi e che forse stupiranno coloro che, specie in diplomazia e politica estera, pensano che due più due faccia sempre quattro. Illusi. Anzi, gonzi!

La gigantesca macro-area di crisi, che dalla Mauritania attraversa il Nord Africa, taglia la Penisola Arabica e arriva fino in Asia Centrale è uno specchio che riflette, fedelmente, la complessità del mondo contemporaneo.

Quello che valeva fino all’altro ieri oggi non conta più, i libri di foreign policy e di “dottrina” possono francamente andare al macero, mentre il nuovo verbo arriva, in tempo reale, dai vari “think-tank”, che sfornano tonnellate di report e spiegano come il pianeta giri sottosopra, da un venerdì all’altro.
Parlavamo di inferno, diamo un nome e un cognome ai personaggi.

Cominciamo dal Grande Satana, gli Stati Uniti. Al tempo di Khomeini erano la quintessenza del maligno. Guai, agli sciiti che si facevano contaminare le coscienze dalla bandiera a stelle e strisce. Erano condannati a bruciare eternamente nel fuoco della Genna.
Proseguiamo con “l’Impero del male”, come Ronald Reagan definiva l’Unione Sovietica, che ha scaraventato falce e martello nel ripostiglio e oggi esibisce un capitalismo di Stato che fa invidia anche ai cinesi.
Concludiamo con i “rogue-states”, gli “Stati-canaglia”. Che, a giro, per Washington erano Libia, Siria, Corea del Nord e, last but not least, proprio l’Iran dei ferocissimi ayatollah.

Beh, scordatevi tutto, o quasi. Oggi non funziona più così. Gli americani attaccano l’Isis assieme ai russi e, ultima notizia (anzi, notiziona) fornita dal privilegiato osservatorio israeliano (dove sanno tutto di tutti), l’irachena Falluja (in mano al “Califfo”) in queste ore viene attaccata dai pasdaran e dalle milizie sciite.

Comandati dal generale iraniano Qassem Soleimani, che piglia ordini, guarda tu!, direttamente (o quasi) dal Pentagono. Che gli sta offrendo tutta l’assistenza aerea possibile. Così, per farla breve (e alla faccia del “determinismo”, che di storico ha solo tutte le cantonate prese) il “Grande Satana” e lo “Stato-canaglia” per eccellenza si sono alleati. All’inferno succede anche questo!

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