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martedì 19 20 Novembre19

Capo talebano ucciso in Afghanistan, ma forse no. Follia dei droni killer

Dubbi su dubbi. Un comandante delle milizie islamiche col nome di un morto conferma la morte del leader telebano Mullah Akhtar Mansour colpito un drone Usa in una remota area del Pakistan ai confini con l’Afghanistan. Ma nessuno dei portavoce dell’Emirato islamico dell’Afghanistan, l’organizzazione guidata da Mansour si è invece espresso sulla vicenda. Zitti anche gli americani. Troppi bersagli mancati anche contro Isis. Le incertezze dell’Uso del killer teleguidato.

La sola cosa certa è che gli Usa hanno effettuato un attacco di droni oggi contro il leader dei talebani Mullah Akhtar Mansour in un’area remota in una regione al confine tra l’Afghanistan e il Pakistan. Lo ha riferitoPeter Cook, portavoce del Pentagono. “Stiamo ancora valutando i risultati dell’attacco e forniremo più informazioni appena diventano disponibili”, ha precisato. Il leader dei talebani Mullah Akhtar Mansour sarebbe probabilmente morto assieme ad un altro combattente in un attacco con drone. Questo ammette i Pentagono, ma le incertezze crescono.

 

Mullah Akhtar Mansour forse ucciso ma forse no
Mullah Akhtar Mansour forse ucciso ma forse no

Forse sì, forse no, col rischio della beffa. I talebani confermano la morte del loro leader Mullah Akhtar Mansour nell’attacco di un drone Usa, mentre si trovava in un veicolo in una remota area del Pakistan ai confini con l’Afghanistan. Lo fa un comandante delle milizie islamiche che si dichiara Mullah Abdur Rauf all’Associated Presse, fatto in se abbastanza insolito, da indurre a sospetto. Mentre nessuno dei portavoce dell’Emirato islamico dell’Afghanistan, l’organizzazione guidata da Mansour si è però per il momento invece espresso sulla vicenda.

Gli analisti delle tv afghane e pachistane che stanno commentando l’annuncio del raid realizzato ieri nel Baluchistan pachistano sostengono a loro volta che la conferma della uccisione del capo talebano non appare convincente perché un importante comandante di nome Mullah Abdur Rauf è stato ucciso il 9 febbraio 2015 in un raid dell’aviazione americana nella provincia afghana di Helmand. E che non è chiaro chi sia questo comandante con lo stesso nome. Rischio discraising, sputtanamenti, per non essere eleganti, come già avvenuto più volte.

Rahimullah Yusufzai, giornalista pachistano che intervistò Osama bin Laden, scettico sulla morte del leader talebano, osserva che sembra molto poco credibile che che il bersaglio numero stesse viaggiando senza scorta sul taxi centrato dai droni Usa alla periferia di Quetta. Le emittenti pachistane dicono che i due cadaveri sono nell’ospedale di Quetta: il povero taxista e un corpo sfigurato. E si torna quindo a ragionare sull’uso della discussa arma che avrebbe ucciso più innocenti che colpevoli, oltre a disastrosi ‘effetti collaterali’ il più delle volte occultati.

Giovanni Lo Porto
Giovanni Lo Porto

Da documenti riservati diffusi dalle opposizioni all’uso dell’arma Droni, “Quasi il 90% delle persone uccise dagli attacchi non rientrava tra i bersagli designati”.Troppe operazioni fuori da zone di guerra senza restrizioni, l’accusa. Le prime regole dalla Casa Bianca arrivano solo nel 2013. L’indagine afferma che, a causa di informazioni sbagliate, gli attacchi coi droni hanno ucciso numerosi innocenti. Ricordiamo la fine di Giovanni Lo Porto, l’italiano rapito da Al Qaeda nel 2012 in Pakistan, ucciso in una azione di Droni Usa lo scorso anno in Afghanistan.

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