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domenica 8 Dicembre 2019

Anche gli F16 Usa colpiscono ad Aleppo oltre la Russia

Gli F-16 americani per la prima volta dall’inizio della guerra in Siria in azione nell’area di Aleppo. Colpite le milizie dell’Isis e quelle qaidiste di Al-Nusra. I fatti e le contrapposte chiavi di lettura. Era stata Mosca a proporre di coordinare gli attacchi contro convogli di armi dalla frontiera delle Turchia. ‘No’ ufficiale di Washington, ma poi.. ecco i fatti letti da Pietro Orteca

La notizia è di quelle col botto: per la prima volta dall’inizio della guerra in Siria, caccia-bombardieri americani sono intervenuti direttamente nel conflitto, con operazioni di “strike” mirate sul fronte settentrionale. Fonti dei servizi segreti israeliani hanno rivelato che diversi F-16 con le insegne dell’US Air Force hanno preso parte ai combattimenti intorno alla città di Aleppo.

La “Stalingrado siriana”, assediata da ogni lato da milizie di ogni colore, in questo momento, infatti, rappresenta il vero e proprio focus del conflitto. Su questo fronte si giocano gli sviluppi strategici nell’immediato futuro. Ma, a parte la sorpresa di vedere gli Usa intervenire direttamente (col rischio d’immagine che ne conseguirebbe, in caso di perdite) va anche sottolineato che, secondo Gerusalemme, gli attacchi dei velivoli statunitensi avrebbero preso di mira non solo le truppe dell’Isis, ma anche le milizie qaidiste di al-Nusra.

E questo proprio in un’area in cui i governativi di Assad combattono fianco a fianco con i pasdaran iraniani e gli Hezbollah libanesi. Insomma, un minestrone. C’è poco da dire: in questa fase Obama sta aiutando gli ayatollah e gli ex nemici (ed ex terroristi) di Hezbollah a recuperare il terreno perduto. Si vede che l’intesa (“diplomazia parallela”) sottobanco siglata con Putin non solo regge, ma va anche avanti. Alla faccia dei soliti gonzi e dei benpensanti in servizio permanente effettivo. Gli F-16 sono decollati dalla base turca di Incirlik, entrando in Siria lungo la direttrice che porta a Idlib.

L’attacco coordinato
della base di Hmeymim

Chi ha assistito all’attacco parla di un evidente coordinamento tra russi e americani. I primi operano dalla base siriana di Hmeymim, vicino Latakia, e sono in contatto con l’alto comando Usa posizionato ad Amman, in Giordania. Con l’ingresso ufficiale degli aerei americani sul teatro di guerra, adesso nei cieli siriani o in quelli limitrofi operano caccia e bombardieri di ben 10 nazioni: Stati Uniti, Russia, Israele, regno Unito, Francia, Belgio, Germania, Siria, Turchia e Giordania.

L’intervento degli F-16 a stelle e strisce segue a stretto giro di posta quanto da noi annunciato un paio di settimane fa, e cioè che truppe di terra americane sono sbarcate nella base aera di Remalan, nell’area curda di Hassakeh. Obama aveva parlato di “soli” 250 uomini, ma la verità dei fatti è diversa. Il Pentagono ha costituito una testa di ponte con truppe speciali (un migliaio di soldati) che si serviranno di elicotteri da attacco al suolo e da trasporto. Una riserva strategica pronta a intervenire dietro ogni falla che dovesse aprirsi nel fronte nord.

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