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sabato 7 Dicembre 2019

I distratti i migranti e i fascisti: Massimo Rendina partigiano

Quando si scappava dall’Italia per fame. E non erano solo ‘terùn’ (Promemoria per leghisti). Nei 100 anni dopo il 1876 il maggior numero di migranti fu dal Veneto, con Lombardia e Friuli a inseguire Campania e Sicilia. Memoria labile anche sull’Italia nata dalla Resistenza. Massimo Rendina, partigiano e giornalista. Ripasso per Salvini a CasaPound sul biennio 1943-1945 quando alleati e partigiani liberarono l’Italia dai fascisti e dai tedeschi delle SS.

Anni fa (era il 2005) una ricerca sull’emigrazione italiana nel mondo offrì risultati sorprendenti, perché dimenticati. Per esempio. Nel periodo 1876-1976 la regione italiana con la maggiore emigrazione era il Veneto, con tre milioni e 300mila emigranti, seguito dalla Campania (2.700.000), dalla Sicilia (due milioni e mezzo), dalla Lombardia (2 milioni e 300.000), dal Friuli (due milioni) , dalla Calabria (poco meno di 2 milioni). Una clamorosa smentita all’idea che l’emigrazione era una storia riservata ai terùn.

Ma anche la Resistenza presenta aspetti straordinari nonché dimenticati. Lo raccontava Massimo Rendina, prima ufficiale dell’esercito italiano che avanzava in Russia con l’esercito nazista, poi partigiano: a 23 anni era il capo di stato maggiore della divisione Garibaldi. Poi giornalista, con “compagni di scrivania” come Enzo Biagi e Lamberto Sechi, e direttore del telegiornale Rai dopo la morte di Vittorio Veltroni. E grande animatore e dirigente dell’Anpi (associazione nazionale partigiani d’Italia).

E’ morto l’8 febbraio 2015, dopo una polemica feroce contro lo storico Renzo De Felice, che aveva parlato di una “guerra civile” in Italia tra partigiani e nazifascisti, con una “zona grigia” composta dalla stragrande maggioranza della popolazione. Rendina ricordò gli oltre duecento preti uccisi dai nazifascisti (e altri 400 deportati a Dachau), la partecipazione delle donne alla resistenza partigiana, e i giovani, soprattutto, che per la loro età non erano soggetti alla chiamata di leva ma aderirono alle brigate partigiane. “Altro che zona grigia!”.

Rendina ricordava che la nostra Costituzione non è afascista ma antifascista, ed è il frutto del mosaico di tre anime: quella marxista, quella cattolica e quella liberale. E aggiungeva: e poi c’erano le donne!, ricordando Tina Anselmi si faceva in bici 120 km al giorno. In quel biennio 1943-1945 alleati e partigiani liberarono l’Italia dai fascisti e dai tedeschi delle SS. E’ un ripasso di storia che è un esercizio fondamentale, per noi italiani. Di ieri e di oggi.

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