Da Parigi «Nuit Debout», notte in piedi per il lavoro che non c’è

OMAGGIO FRANCESE. Due solo parole per una mazzata. L’efficacia di un titolo nella sua sintesi estrema. Tradizione coltivata da il Manifesto. Omaggio, che vuol dire assieme ‘chapeau’ ed evocare in italiano quel maggio francese mitico del 1968. Ma torniamo sulla terra.

La protesta contro quella legge che i sindacati francesi definiscono il “nuovo assegno alla precarietà staccato dal governo francese” ha un luogo simbolo, Place de la République, cuore di Parigi, che ogni sera da ormai tre mesi si popola di giovani e lavoratori.

Contrattazione interna alle imprese, licenziamenti economici per motivi precisi, referendum aziendali, flessibilità: tutto cancellato. Se ne discute in piazza fino a mezzanotte quando, con manganelli e lacrimogeni, la piazza viene fatta sgomberare. Iniziative spontanee che il governo francese cerca di mettere a tacere. Ma il passaparola sta arrivando in tutto il mondo, o almeno in tutta Europa.

La scelta del 15 maggio non è casuale: omaggio al Movimento 15 de Mayo spagnolo, i meglio conosciuti ‘Indignados’. Incazzatura di dimensione europea, per dirla come da piazza. Global Debout, diventa la prima «notte in piedi» globale. Londra, Berlino, Vienna, Madrid, Barcellona, Lisbona, Atene e diverse città italiane tra cui Roma, Napoli e Milano hanno aderito all’iniziativa. Non si sa bene chi e come, ma vedremo.

Niente disordini, promettono da Parigi, ma assemblee di cittadini, dirette live tra le diverse località internazionali e azioni comuni, come il lancio di una campagna di boicottaggio.
Global Debout, come una nuova Internazionale di movimenti e cittadini contro «la precarietà, i diktat dei mercati finanziari, la distruzione dell’ambiente, le guerre e il degrado delle condizioni di vita». Detta così non è male. Poi vedremo.

Tags: il Manifesto
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