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martedì 15 Ottobre 2019

La guerra di Israele in Siria. Ucciso il comandante Hezbollah

IN SIRIA OGNUNO HA LA SUA GUERRA, anche chi apparentemente non figura in campo, come Israele che della Siria sui ha già un pezzo di Golan. Ucciso da raid israeliano vicino Damasco il capo militare di Hezbollah Mustafa Badreddine. La notizia è stata data dal movimento sciita in un comunicato. Badreddine era uno dei cinque membri di Hezbollah accusati dell’assassinio dell’ex premier libanese Rafic Hariri

Il comandante militare di Hezbollah, Mustafa Badreddine, è morto in una “grande esplosione” che ha colpito le postazioni del gruppo sciita nei pressi dell’aeroporto di Damasco. Sebbene nessuno confermi ufficialmente il ruolo di Tel Aviv nell’operazione, tutte le fonti internazionali sono concordi nell’attribuire il risultato a Israele.

La tv libanese al-Mayadeen dà per certo un attacco israeliano, molto probabilmente un missile lanciato da un drone. L’esercito di Tel Aviv si limita a un “no comment”. Nell’esplosione, che ha investito una delle postazioni di Hezbollah vicino lo scalo internazionale di Damasco, sono rimaste ferite “diverse altre persone”, si legge nella nota del partito libanese.

Mustafa Badreddine, 55 anni, nemico giurato di Gerusalemme, comandante militare di Hezbollah in Siria, era stato anche accusato della morte di Rafic Hariri, l’ex premier libanese ucciso con un’autobomba nel 2005 a Beirut. Secondo la Reuters, il governo americano considera Badreddine il responsabile delle operazioni militari di Hezbollah in Siria.

Le guerre nella guerra
Badreddine era ricercato anche da Stati Uniti, Francia e Kuwait, ma soprattutto era nel mirino israeliano sin dagli anni Ottanta, nella guerra contro l’occupazione del Libano. Da allora si era distinto per un ruolo di crescente importanza all’interno del “partito di Dio”, succedendo a un altro leader di Hezbollah, Imad Mugniyeh, ucciso nel 2008.

Bareddine, secondo alcune fonti, aveva parte nel consiglio di guerra del presidente siriano Assad, assieme ai consulenti russi e ai generali iraniani. Una sorta di coordinamento centrale per le operazioni militari. Il leader libanese avrebbe organizzato e coordinato anche l’attentato che nel 2005 uccise il premier libanese Rafik Hariri, il politico di origine sunnita.

L’asse sciita
La morte del premier Hariri segna la prima profonda spaccatura all’interno del mondo musulmano libanese. Con la primavera araba e lo scoppio della guerra civile in Siria, Hezbollah corre in aiuto di Assad, sponsor e alleato, insieme all’Iran, del movimento sin dalle prime fasi della sua costituzione, inviando le proprie milizie a combattere a fianco dell’esercito governativo.

Hezbollah, nato come movimento di resistenza all’invasione israeliana nel 1982, nel corso degli anni è riuscito a conquistare l’appoggio della parte più povera del Libano facendosi Stato nello Stato. Non semplicisticamente un’organizzazione terroristica, ma una forza politica capace di sostituire lo Stato nell’offrire servizi e assistenza alla popolazione: scuole, ospedali, abitazioni, servizi sociali.

Tra Libano e Siria
I successi militari di Hezbollah in Siria minaccerebbero -secondo alcuni analisti- la identità di forza di liberazione nazionale libanese che ne ha fatto una realtà politica di primo piano. L’immagine oggi di una forza soprattutto militare quasi estranea al Libano con i suoi militanti maliziosamente indicati dagli avversari come agenti stranieri infiltrati da Damasco o, peggio, da Teheran.

Ma anche militarmente vengono segnalate difficoltà per l’elevato numero di perdite e per lo sforzo complessivo dell’organizzazione in Siria. Situazione militare di stallo anche a livello internazionale tra Mosca e Washington che consente agli israeliani di fare incursioni in territorio siriano, così come lo Stato Islamico può condurre continuare a premere nel nord della Siria.

Elezioni amministrative in Libano
Le prime elezioni in Libano dal 2010. Il governo ha rinviato le elezioni legislative per due volte dal 2013, col pretesto di possibili problemi di sicurezza legati al conflitto nella vicina Siria. Secondo gli analisti, dopo il primo turno delle amministrative dell’8 maggio a Beirut e nella regione della Bekaa in un clima di relativa tranquillità, queste argomentazioni non sono più credibili.

Il movimento Hezbollah, che non ha presentato alcun candidato nella capitale, ha vinto in diversi comuni nei distretti di Baalbek e di Hermel. La sua lista ha conquistato tutti i seggi ai consigli comunali a Baalbek e nella importante città di Britel, lungo il confine con la Siria. In date successive le elezioni negli altri distretti a sud del Paese dove il movimento non solo sciita è più forte.

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