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sabato 25 Gennaio 2020

Merkel-Renzi, accordo sui migranti ma non sui soldi

ASSE ROMA-BERLINO CONTRO VIENNA E I POPULISMI ELETTORALI SUI MIGRANTI. Prima la Cancelliera tedesca a Palazzo Chigi, poi Juncker e Schulz. La Cancelliera: «Difendiamo Schengen, no a chiusura confini». Renzi : «Austria fuori dalla storia». Ma Roma e Berlino divise su Eurobond

Matteo Renzi e la cancelliera tedesca Angela Merkel di nuovo amici. «Italia e Germania registrano una forte convergenza sulla necessità di avere un approccio all’immigrazione carico di valori umani, di dignità, per offrire una proposta politica come Ue che sia seria, credibile e di lungo periodo», dichiara Renzi.

Per la cancelliera Merkel «l’Europa è in una fase molto fragile, ma dobbiamo imparare a gestire insieme le sfide. Sull’emergenza migranti si pone la questione dei confini esterni. Dobbiamo difendere il trattato di Schengen altrimenti si rischia di ricadere nei nazionalismi».

Col sostegno di Berlino, Renzi attacca a fondo la destra xenofoba e razzista di Vienna. «Netto dissenso e lo stupore per la decisione dell’Austria di costruire una barriera al Brennero. La visione austriaca sull’immigrazione è contro la logica e contro la storia».

Principi condivisi, ma poi chi paga? Apprezzamento per il progetto italiano di “Migration compact”. «Dà un impulso importante anche se sul finanziamento abbiamo idee diverse» ha sintetizzato la Cancelliera. L’Italia propone infatti lo strumento degli eurobond, che la Germania non condivide.

Eurobond letti da Renzi: «Su alcuni punti non siamo d’accordo, in particolare sulle fonti di finanziamento. Ma la disponibilità nostra è a discutere di qualsiasi soluzione, l’importante è fare un investimento sull’Africa in termini di cooperazione e aiuti allo sviluppo».

Merkel europeista convinta: «L’Europa deve dimostrare che è una forza valida nel mondo. Sull’euro abbiamo fatto buoni progressi. Sull’emergenza migranti si pone la questione dei confini esterni. Dobbiamo difendere il trattato di Schengen altrimenti si rischia di ricadere nei nazionalismi. È in gioco il futuro dell’Europa»

Renzi contro Vienna e contro Salvini: «Non c’è un’emergenza in Italia sul fronte dell’immigrazione, nel 2015 sono arrivati 26mila migranti, solo mille in più rispetto al 2014, questo non vuol dire che non si debba lavorare insieme per strategia per l’Africa come c’è stata per la rotta Balcanica».

 

Sullo sfondo, le dure parole del leader della destra austriaca, partito favorito al ballottaggio delle presidenziali: «Renzi e Merkel sono scafisti di Stato».

Renzi: «Per chi ha visto i corpi dei bambini morti nelle stive, chi ha visto partorire sulle navi della Guardia Costiera, chi vive con il cellulare sempre acceso pronto a partire per eventuali emergenze, sentirsi dare dello ‘scafista’ è una vergogna. E dovrebbe fare riflettere le tante persone per bene che ci sono in Austria».

 

Stamane Angela Merkel in Vaticano, per la consegna a papa Francesco del premio Carlo Magno, riconoscimento conferito ogni anno, dal 1950, dalla città tedesca di Aquisgrana a personalità con meriti particolari per integrazione, unità e pace in Europa. Prima di Francesco un solo Papa ha avuto questa onorificenza, Giovanni Paolo II nel 2004.

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