Per alcuni versi Donald Trump potenziale capo delle forse armate statunitensi fa quasi sorridere, anche se gli scenari che affronta questa volta sono da fine del mondo, Apocalypse Now. Più soldati, navi e aerei da guerra, e più bombe atomiche con tutto l’arsenale nucleare Usa da rammodernare. Per farne cosa, vedremo, annuncia Trump al mondo. Politica estera planetaria per il candidato favorito alla vittoria delle primarie presidenziali americane dei Repubblicani.
Un tentativo di mostrare Trump come un personaggio serio e un potenziale capo delle forze armate, dopo mesi di affermazioni molto dure, approssimative e criticate. Basta fare il pagliaccio da che parla solo alla pancia dell’elettorato repubblicano Usa. Ma la risalita verso la testa dell’elettopre medio risulta difficile e confusa per il miliardario. Facile attaccate Obama per la Siria e l’avversaria Hillary per il pasticcio Isis, e Bush per il guaio Iraq, ma lui? Sul ‘che fare’ Trump, che abbassa i toni ma inciampa.
Trump ha criticato la politica estera sia dell’amministrazione Obama che avrebbe contribuito attraverso Hjillary Clinton all’ascesa dello Stato Islamico, sia dell’amministrazione di George W. Bush che con l’invasione in Iraq del 2003 avrebbe destabilizzato l’intero Medio Oriente. E fin qui è solo storia quasi incontestabile. Poi? Stabilito che lui vuole più forze armate, per farne cosa? Per esempio, il furbo Trump non ha dato indicazioni su cosa farebbe da presidente per risolvere la guerra in Siria, una delle questioni su cui Obama è stato più criticato, soprattutto dai Repubblicani.
Trump non ha neppure ripreso altre sue proposte molto controverse: per esempio la costruzione di un muro al confine tra Messico e Stati Uniti, e l’estensione dell’uso della tortura da parte delle autorità statunitensi nei confronti dei terroristi. Anche se, a sorpresa, ha anche detto che gli Stati Uniti dovranno rivedere le loro alleanze, soprattutto con i paesi europei, e valutare se uscire da alcune organizzazioni internazionali che finora sono state centrali nella politica estera nazionale, per esempio la NATO.
Trump appare clamorosamente molto meno preparato su temi di politica estera rispetto a Hillary Clinton, la principale candidata Democratica alla presidenza, e in passato è stato criticato anche dai neoconservatori del suo stesso partito. Hillary, oltre ad avere una grande esperienza politica, è stata segretaria di Stato della prima amministrazione Obama. Sintesi finale letta da noi europei, nella eventuale follia di una presidenza Trump, l’eredità di un medio oriente in via di rivoluzione guerreggiata, ancora terrorismo islamico, meno Nato, difesa Ue all’arrangiarsi e, superpotenza tutrice la Russia di Putin amico di Trump.
Che ne dite? Ma è solo un film. Per ora.