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martedì 12 Novembre 2019

Allarmi terrorismo da servizi segreti vari. Cose serie o paraculaggine?

Non solo Francia e Belgio: l’Isis avrebbe cellule dormienti che preparano attacchi terroristici anche in Italia, Germania e Inghilterra. È l’allarme lanciato dallo zar dell’intelligence Usa James Clapper in un colloqui con il Christian Science Monitor. Ma l’intelligence italiana smentisce nuovi allarmi. Dall’Inghilterra invece è allarme terrorismo nucleare

Allarmi terrorismo. Non c’è nessun nuovo allarme nè indicatori concreti di attacchi terroristici dell’Isis in Italia. Così fonti dei Servizi segreti commentano all’ANSA le parole del direttore della National Intelligence americana, James Clapper. Arrivano con frequenza, rilevano gli 007, segnalazioni da servizi collegati su possibili minacce. Esse vengono valutate attentamente dal Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) e finora non ci sono evidenze di attacchi pianificati. Qualcuno sembra voler mettere le mani avanti per poter dire, quando mai accadesse per davvero, ‘Noi lo avevano segnalato’.

MA QUESTA È UN’ALTRA STORIA

Ogni tanto torna a riempire le pagine dei giornali la terribile minaccia del terrorismo nucleare. Questa volta sono stati alti ufficiali della Nato a diffondere qualche spiffero di corridoio, raccolto da report “classificati”, nei quali si parla apertamente dei piani dell’Isis di attaccare la Gran Bretagna con ordigni atomici o con bombe chimiche.

A Londra per un meeting svoltosi congiuntamente sotto l’egida della Nato e dell’Unione Europea, un esponente dell’Alleanza atlantica, il dott. Jamie Shea, ha dichiarato che esistono prove evidenti sullo sforzo fatto da organizzazioni terroristiche per procurarsi materiali radioattivi, biologici o chimici. Sappiamo, ha aggiunto Shea, che i terroristi, in cerca di queste sostanze, vorrebbero impiegarle per un attacco in grande stile in Europa.

Questo spiega perché più di un milione di cittadini britannici saranno addestrati dalla polizia a rispondere a un simile attacco. Quindi, il “Califfo” vuole la Bomba. Quella con la “B” maiuscola, strapiena di isotopi di uranio arricchito o di plutonio, non fa differenza. L’importante è che faccia un bel fungo atomico e che mandi in cenere tutti i “kuffar” (infedeli) e i “tawaghit” (idolatri, ancora peggio) che affollano le città occidentali. Bluff? Forse.

Ma riferendoci allo Stato Islamico e alle sue mille capacità di “stupire”, la prudenza non solo è opportuna ma è anche di “rigore”. Dunque, tanto per farla un po’ più chiara, la rivista on-line del “Califfato”, “Dabiq”, riporta con grande evidenza un articolo in cui si rivela, corta e netta, la strategia di Abu Bakr al-Baghdadi:

L’Isis ha miliardi di dollari
pronti a essere spesi

“Lo Stato Islamico ha miliardi di dollari stipati nelle banche, così gli basta attivare una sua filiale in Pakistan per comprarsi una bomba atomica di contrabbando, da ufficiali corrotti”. Sotto il titolo “Una tempesta perfetta”, l’articolo è attribuito a John Cantlie, un giornalista britannico che l’Isis tiene in ostaggio da un paio d’anni. Ma il pezzo non si ferma a questo. Prosegue, descrivendo minuziosamente tutti i piani dell’Armageddon, al cui confronto l’Apocalisse di San Giovanni sembra una striscia di Charlie Brown.

La Libia (assieme a Nigeria e Messico) viene citata tra le basi logistiche per il possibile contrabbando del terrore. La notizia riapre una ferita aperta e sanguinante. Cioè, la possibile caduta nelle mani dei fondamentalisti di WMD, cioè di Weapons of Mass Destruction, che tradotto paro paro significa “Armi di Distruzione di Massa”. Quelle stesse bombe che gli imbroglioni della Cia attribuivano a Saddam Hussein in Irak e che nessuno ha mai trovato.

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