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lunedì 18 20 Novembre19

Fiamma Nirenstein, l’ambasciatore che scotta tra Italia e Israele

Nella foto del 2012 le deputate del Pdl Beatrice Lorenzin, Maria Stella Gelmini e Fiamma Nirenstein. Poi le cose cambiano. Problemi per Fiamma ambasciatrice d’Israele. Rivelazioni dell’attento giornale israeliano Haaretz seguite dalla smentita italiana d’obbligo. Italian Prime Minister Matteo Renzi conveyed a discreet message to Prime Minister Benjamin Netanyahu about six weeks ago, proposing that Netanyahu reconsider the appointment of former Italian MP Fiamma Nirenstein as Israel’s next ambassador to Rome, an Israeli source familiar with the matter told Haaretz.

La rivelazione è dell’attento giornale israeliano Haaretz. Nel sommario la sintesi in inglese. Messaggi discreti tra Renzi e Netanyahu in cui il premier italiano chiede al collega di riconsiderare la roposta di nomina ad ambasciatore d’Israele in Italia dell’ex deputata, Fiamma Nirenstein. Conflitto d’interessi, dice Roma: dopo aver rappresentato gli elettori italiani tra il 2008 e il 2013 come deputata di Forza Italia-Pdl, la Nirenstein si trasforma ora in Forza Israele? Versatilità nota quella della giornalista e politica italiana/israeliana, di cui diremo tra poco.

Ma Palazzo Chigi ha subito smentito con una nota ufficiale. E la nomina della Nirenstein va avanti. Come da parti in commedia, confronto di opportunità e smentita fanno parte della diplomazia. L’incarico della giornalista ed ex parlamentare del Pdl ad ambasciatore a Roma, ufficializzato dal premier israeliano il 10 agosto del 2015, è stato fortemente avversato da parte del mondo politico e la stessa comunità ebraica s’è divisa. Secondo la cronaca di Barak Ravid su Haaretz, le ragioni di questa sollecitazione sono molte, provenienti da diverse parti.

Il rabbino capo di Roma Di Segni e la nuova presidente della Comunità ebraica della capitale avrebbero sollecitato il presidente israeliano, in una visita italiana, a spingere il governo a rinunciare a quella nomina. Nominare ambasciatore in Italia una ex parlamentare della destra provoca due vulnus: uno perché fa dubitare della doppia fedeltà degli ebrei -tema antisemita classico- l’altro perché Nirenstein, essendo una transfuga della sinistra si comporta come tutti gli spretati che per liberarsi della memoria di sé considera i coerenti come nemici veri.

L’irresistibile percorso di Fiamma Nirenstein, dai ritagli di stampa italiani. Prima di prendere la nazionalità israeliana nel 2013 e di arruolarsi con Netanyahu, Fiamma fu comunista, comunista dissidente, comunista versione Liberal-Adornato, repubblicana con La Malfa, craxiana, martelliana, de michelisiana (la mandò a Gerusalemme come addetto culturale), berlusconiana, finiana, a Roma per Alemanno. ‘Donna di polso e di potere’, scrive Dagospia. Un figlio nei servizi segreti, italiani. Un marito cameraman israeliano assunto dalla Rai a Roma. Magie.

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