Privacy Policy 'Exit' dell'Irlanda dall'Impero Britannico 100 anni fa a cannonate -
domenica 8 Dicembre 2019

‘Exit’ dell’Irlanda dall’Impero Britannico 100 anni fa a cannonate

La Gran Bretagna tentata di uscire dell’Unione europea con una scheda nell’urna, non gradiva molto chi voleva uscire della suo dominio imperiale e lo dice a cannonate. ‘La rivolta di Pasqua’ come atto finale dell’indipendenza irlandese. Uno dei primi carri armati mai realizzati paradossalmente ebbe il battesimo del fuoco in Irlanda prima che al fronte combattendo i tedeschi

Dal 24 al 29 aprile 1916 a Dublino si consumò un disperato e sanguinoso tentativo insurrezionale oggi ricordato come ‘la rivolta di Pasqua’ e soprattutto come atto finale dell’indipendenza irlandese. Dalle terribili giornate del 1916 all’indipendenza vera e propria per la verità trascorsero ancora degli anni, ma la ricorrenza è annualmente celebrata in Irlanda nel periodo pasquale (quest’anno dunque ai primi di aprile) e non in quello fissato dal calendario proprio per ricordare che anche l’attuale costituzione (Republic of Ireland Act 1948) entrò in vigore il 18 aprile 1949 e cioè il giorno di Pasqua. Questi complicati simbolismi cronologici sottolineano quanto forte rimanga il carattere identitario della ricorrenza e quanto ancora sia vivo il sentimento del ricordo.
Irlanda 1916 fb
Il bilancio delle perdite fu pesantissimo da ambo le parti; in totale almeno cinquecento morti (più della metà civili) e circa 2500 feriti. Ai fucili e alle pistole degli irlandesi si rispose con l’artiglieria da campagna e le mitragliatrici; uno dei primi carri armati mai realizzati paradossalmente ebbe il battesimo del fuoco in Irlanda prima che al fronte combattendo i tedeschi e per un’altra ironia della sorte si aggiunga che il comandante generale delle forze territoriali inglesi generale sir John French disse sempre che la sua famiglia era irlandese. Sebbene fosse stato necessario inviare truppe di rinforzo, il timore di sguarnire il fronte fece si che gli ordini di reprimere la rivolta fossero stati impartiti con estrema durezza alle truppe presenti. In altre parole si doveva tenere subito un comportamento energico tale da far cessare al più presto i disordini.

Per capire altri dei motivi dell’asprezza della reazione britannica occorre ricordare che nell’aprile 1916 era anche in corso la Prima Guerra mondiale: non solo l’impero britannico vi era impegnato completamente, ma la situazione strategica era piuttosto confusa. Sul fronte occidentale gli alleati francesi combattevano duramente davanti a Verdun e i britannici si apprestavano ad attaccare sulla Somme concentrandovi già uomini e risorse. Non si combatteva però contro la Germania solo in Europa o sul fronte russo – peraltro in maniera insoddisfacente, almeno secondo gli inglesi –, ma anche in Egitto, in Mesopotamia, in Persia e nelle colonie dell’Africa meridionale. L’impresa dei Dardanelli – tentativo di colpire la capitale turca – era fallita da pochi mesi e sugli inglesi in Mesopotamia si stava per abbattere il disastro della resa di Kut-el-Amara.

IRLANDA 1916 RAGAZZINI

Per completare il quadro la marina inglese fronteggiava ogni giorno i sommergibili tedeschi sui mari, mentre dal cielo dirigibili Zeppelin bombardavano le coste inglesi arrivando spesso vicino a Londra: in questo clima è facile intuire quale reazione incendiaria avesse provocato una nota di intelligence che già il 21 aprile ipotizzava una rivolta in Irlanda sostenuta dai tedeschi. In effetti contatti tra indipendentisti irlandesi e diplomatici tedeschi negli Stati Uniti risalivano già al 1914 e quindi prima dello scoppio della guerra, come pure si erano svolti contatti tra tedeschi e unionisti dell’Ulster, che accusavano cioè gli inglesi di essere troppo tolleranti con gli irlandesi ribelli. Poiché ambedue i gruppi si erano riforniti di armi sul mercato clandestino, in Irlanda si trovavano circa tremila fucili in mano alle diverse organizzazioni e uno scontro era diventato inevitabile.

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