I discendenti dell’uomo più ricco d’America, il magnate John D, morto nel ’37, annunciano che liquideranno le loro azioni nel settore dei combustibili fossili ‘prima possibile’. «Non c’è nessuna ragione sana per le società per continuare a cercare nuove fonti di idrocarburi -ha scritto in una nota il Rockefeller Family Fund, che detiene partecipazioni per 130 milioni di dollari- Dobbiamo conservare la maggior parte delle riserve già esistenti sul terreno, se c’è qualche speranza per gli ecosistemi umani e naturali di sopravvivere e prosperare nei prossimi decenni».
Poi arriva l’attacco alla ExxonMobil, un colosso come la Standard Oil di John D Rockefeller. «Saremmo negligenti se non mettessimo in evidenza quella che noi riteniamo sia la condotta moralmente riprovevole di ExxonMobil. Emergono prove su come la società abbia lavorato per confondere l’opinione pubblica sull’avanzamento del cambio climatico, e contemporaneamente spendeva milioni per rafforzare le sue infrastrutture contro le conseguenze distruttive del cambio di clima e cercava nuove opportunità di esplorazione con i ghiacci dell’Artico che si ritiravano».
La Exxon-Mobil, erede diretta della Standard Oil di John D. Rockefeller è la quinta società per importanza al mondo. Il Council on Foreign Relations -il think tank in cui viene decisa la politica estera americana- è quasi completamente finanziato dalla Rockefeller e della Ford Foundation. I Rockefeller e il Council on Foreign Relations hanno stabilito che mantenere bassi a lungo i prezzi del petrolio serve a mantenere Wall Street al centro dell’economia globale. I Rockefeller, con George Soros, sono da sempre vicini a CIA e democratici. I militari con i repubblicani.