giovedì 18 luglio 2019

«Human Technopole»
per finanziare la ricerca
Crederci o non crederci?

La ricerca pubblica italiana, universitaria e degli Istituti di Ricerca, ha subìto, negli ultimi sette anni, tagli tra i più feroci che abbiano mai riguardato la Pubblica Amministrazione italiana. Mentre tutti gli altri paesi avanzati investivano e continuavano ad investire moltissimo in ricerca e istruzione, come strategia anticrisi di medio lungo periodo, da noi i […]

La ricerca pubblica italiana, universitaria e degli Istituti di Ricerca, ha subìto, negli ultimi sette anni, tagli tra i più feroci che abbiano mai riguardato la Pubblica Amministrazione italiana. Mentre tutti gli altri paesi avanzati investivano e continuavano ad investire moltissimo in ricerca e istruzione, come strategia anticrisi di medio lungo periodo, da noi i fondi per la ricerca subivano solo micidiali salassi.
E’ però di questi ultimi mesi un tentativo del Governo di creare un polo di ricerca bio-medica di alto livello nell’area milanese ex-Expo, l’Human Technopole. Si parla di finanziamenti intorno ai 100 milioni annui.

Tutto bene? Non mancano critiche pesanti come quelle degli appartenenti al Gruppo 2003, di cui fanno parte numerosi degli scienziati italiani più citati a livello internazionale. Non solo: molto critica è pure la Senatrice a vita Elena Cattaneo, la più giovane donna italiana cui sia mai stato conferito, a soli 50 anni, tale onore, che è anche la più grande specialista in cellule staminali italiana, che tutto il mondo ci invidia.
Al Governo si riconosce di avere affrontato finalmente una situazione drammatica, ma si afferma che andava affrontata diversamente. Ne hanno scritto su giornali come Repubblica e il Sole 24 ore e se n’è discusso in rete, ma la cosa non ci pare abbia avuto grande seguito.
Proviamo allora a riproporre la questione in termini relativamente semplici, ma evitando le banalizzazioni.

1. A CHI VERRÀ ASSEGNATO TUTTO IL MONTE PREMI?
L’Istituto cui sono stati assegnati tutti i fondi (IIT) ha natura giuridica privata. Era proprio la migliore delle scelte possibili in un momento nel quale i fondi al settore pubblico vengono erogati col contagocce? C’è un precedente in qualche altro Paese? Certo non pare eccelso il paragone avanzato dai sostenitori del progetto, coi fondi erogati in Germania, con analoga procedura, al Max Planck Institut che vanta 33 premi Nobel e si colloca su un altro pianeta. Sostiene inoltre una persona autorevole come Elena Cattaneo che il finanziamento di Human Technopole è il frutto di un reclutamento discrezionale effettuato dal Governo. La scelta è cioè caduta su persone, enti e gruppi in base a “conoscenze personali-professionali, su aree di ricerca individuate per favorire i soggetti con i quali stabilire l’accordo, senza alcuna integrazione con il resto del Paese”. Un giudizio pesante.

2. COME VERRÀ VALUTATO IL PROGETTO?
Visto che uno dei punti di forza del Governo è quello di ispirarsi a Paesi scientificamente più avanzati del nostro, la Cattaneo precisa inoltre che quello di ricorrere a bandi aperti e valutazioni comparative, cosa che nel nostro caso NON si è fatta, è esattamente il modo più adottato negli Usa (la così detta BRAIN Initiative). Certo, la valutazione ci sarà anche nel nostro caso, ma verrà valutato un solo progetto: o va bene quello o niente. Quanto meno, sostengono i critici del Gruppo 2003, andava effettuato un bando accessibile a tutti i soggetti potenzialmente interessati, come le tante strutture di elevato profilo scientifico presenti in Italia e la scelta dei progetti migliori andava affidata a una commissione internazionale.
Finora della cosa non se n’è parlato molto, ma vale la pena seguire gli eventi. E’ in operazioni come queste che si gioca la credibilità della ricerca in Italia per gli anni a venire.

Potrebbe piacerti anche