venerdì 19 luglio 2019

Europa, poca Unione e troppa Nato per l’Ucraina. No dell’Olanda

Bocciatura sonora, da parte degli elettori olandesi, all’accordo di associazione tra Ue e Ucraina nel referendum voluto dagli euroscettici: i contrari hanno raggiunto il 61,1% dei voti. Ma non solo euroscettici. Troppa Nato nell’Ue, e la paura di vedere i Paesi Bassi e l’Europa trascinati in un conflitto politico sul baratro del militare tra i 28 e la Russia.

Bocciatura sonora, da parte degli elettori olandesi, all’accordo di associazione tra Ue e Ucraina. Il 61,1% dei voti che sono comunque pochi, circa un terzo. Referendum degli euroscettici -titolano i faciloni- ma non solo. Troppa Nato nell’Ue, e la paura di vedere i Paesi Bassi -tutta l’Europa- trascinati in un conflitto militare tra i 28 e la Russia, rileva con più intelligenza Bernard Guetta su Internazionale. Da Kiev, il presidente ucraino Poroshenko dichiara che l’Ucraina “proseguirà il suo percorso di avvicinamento alla Ue nonostante il voto olandese”, ma per andare dove?

Ovviamente la destra euroscettica forza sul risultato e parlano di «inizio della fine dell’Ue», «Una mozione di sfiducia del popolo contro le elite di Bruxelles e dell’Aia». Al di là delle conseguenze di questo voto, solamente consultivo, sui rapporti tra Unione europea e Ucraina, l’esito non potrà non influenzare l’assetto politico in Olanda e potrebbe avere ripercussioni anche sul referendum di giugno in Gran Bretagna sulla possibilità di abbandonare l’Ue. Problemino pratico: il Parlamento olandese lo scorso anno aveva ratificato l’accordo con Kiev, come gli altri 27 Stati dell’Unione.

Oltre l’Olanda e i timori per le scelte prossime della Gran Bretagna sul rimanere o lasciare l’Ue. A leggere con maggiore acutezza i fatti, il già citato Guetta, di France Inter. Intanto un referendum contro decisamente disertato dagli olandesi. Cresce il partito della paura ma non abbastanza la fiducia nelle sue proposte confuse che affiancavano il puro e semplice rifiuto dell’Unione alla paura di un arrivo di immigrati ucraini, e la paura ultima e un po’ più legittima, di vedere i Paesi Bassi e l’Europa trascinati in un conflitto politico e potenzialmente militare tra i 28 e la Russia.

In una battuta, troppi interessi militari Atlantici e pochi interessi politico economici europei condivisi. Considerazioni varie. Uno, ovunque in Europa è in ascesa il partito della paura. Paura di una nuova epoca, dell’immigrazione, dell’indebolimento dei quadri politici nazionali e dell’ascesa economica e politica di nuove potenze che conquistano posti di lavoro europei e ridimensionano il peso dell’occidente. Due, questioni nazionali e sociali che -Guetta docet- “cominciano a fondersi in un discorso che ricorda sempre di più gli albori del fascismo italiano”. Da avere davvero paura.

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