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domenica 17 20 Novembre19

Nagorno-Karabakh, il Caucaso e le tensioni tra Russia e Turchia

Nel Nagorno-Karabah si va verso il cessate-il-fuoco. Stando a fonti citate da Sputnik il governo della regione contesa tra Armenia e Azerbaijan starebbe preparando l’accordo bilaterale per la tregua nella zone del conflitto. Secondo diversi analisti, dietro la ripresa delle ostilità c’è l’ombra della tensione tra Russia e Turchia.

Dunque, nel Nagorno-Karabakh verso il cessate il fuoco. Secondo fonti russe, il governo della regione contesa tra Armenia e Azerbaijan starebbe preparando l’accordo bilaterale per la tregua nella zone del conflitto. Almeno 70 soldati armeni uccisi dagli azeri, il bilancio delle ultime 24 ore mentre sarebbero 16 i militari di Baku morti da sabato. Più di 200 soldati e civili sono stati feriti. Si tratta dell’escalation più violenta da quando, nel 1994, l’armistizio firmato tra Erevan e Baku (Armenia e Azerbaijan) aveva ufficialmente chiuso le ostilità senza un accordo sullo status dell’enclave.

Nagorno mappa FB

Uno scontro cruciale per Russia e Turchia. Il Nagorno-Karabakh si trova alla frontiera tra Turchia, Iran, Georgia e Cecenia russa, molto vicino a Iraq e Siria. Secondo diversi analisti, dietro la ripresa delle ostilità in Nagorno-Karabakh c’è l’ombra della tensione tra Russia e Turchia. L’Armenia in pessimi rapporti con la Turchia che rifiuta di riconoscere il genocidio commesso un secolo fa, da sempre vicina alla Russia. L’Azerbaigian, culturalmente turco, è invece molto vicino ad Ankara, anche se la Russia vende armi a Baku per mantenere un piede nell’ex repubblica sovietica.

La contesa dura però da circa un secolo: il territorio del Nagorno-Karabahk è un’enclave armena cristiana ufficialmente parte dell’Azerbaigian musulmano e si estende su una superficie di circa 4.400 chilometri quadrati in una zona montagnosa nel Caucaso sud-orientale. Le attuali tensioni risalgono in gran parte al 1923 quando, nonostante il parere contrario della maggioranza della direzione del partito comunista al potere in Urss, il georgiano Stalin volle che il Nagorno Karabakh fosse incorporato nella Repubblica dell’Azerbaigian, creata l’anno prima.

Ma la popolazione del Karabakh non ha mai superato il desiderio di riunirsi alla ‘madrepatria’, l’Armenia, perché ritiene che l’enclave sia storicamente la ‘culla’ della cultura armena. Il sogno della riunificazione con Ierevan si è tradotto in anni più recenti in lotta armata. Nel 1988, la provincia decise per la secessione dall’Azerbaigian scatenando un conflitto tra i due Paesi che tra il 1988 e il 1994 ha provocato tra i 25.000 ed i 35.000 morti e centinaia di migliaia di profughi. L’Azerbaigian insiste sulla propria integrità territoriale, mentre l’Armenia invoca il diritto di autodeterminazione dei popoli.

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