venerdì 19 luglio 2019

Palmira liberata parla russo, sminamento e tra 1 anno Raqqa

Mentre gli artificieri di Mosca cercano di  bonificare la città, si pianifica la conquista di Raqqa. Scoperta una fossa comune con 50 corpi mutilati e decapitati. L’importante ma invisibile generale Samir Suleiman promette la cacciata dell’Isis dalla Siria entro un anno, con la liberazione di Raqqa

Trappole ovunque, per le strade, nella botteghe, nella case di Palmira nuova e attorno ai monumenti della Città delle Palme vecchia di 4mila anni. E il rumore delle esplosioni riporta alle recenti battaglia. Lo racconta Giordano Stabile su La Stampa per spiegare il nuovo massiccio intervento russo. L’Isis ha piazzato migliaia dei bombe-trappola. Il governo di Damasco ha chiesto aiuto agli specialisti di Mosca e sono arrivate in aereo le squadre di artificieri. Lo sminamento come l’ultima parte della battaglia.

Una settimana fa le truppe governative sono entrare a Palmira. Strategia vincente. A Palmira c’era il più grosso contingente dell’Isis dopo quello di Raqqa, racconta sempre Stabile. Circa 5000 combattenti. Per lo Stato islamico era la base per l’attacco a Damasco. Partendo da Palmira le colonne dell’Isis potevano infiltrarsi lungo le due catene che corrono dal Libano al Grande deserto siriano praticamente al coperto. E Palmira dista solo 238 chilometri da Damasco.

Sulla battaglia appena combattuta il generale Samir Suleiman non fornisce le cifre ufficiali dei soldati impegnati: segreto militare, ovviamente, ma fonti vicine a Hezbollah parlano di 15, 20 mila uominicon accanto ai regolari, milizie locali, Hezbollah, pasdaran iraniani, e corpi speciali russi. Per Suleiman, l’Isis avrebbe perso 1000 uomini. Infiniti racconti dell’orrore e della follia distruttiva da parte degli jihadisti. Zona archeologica compresa, sfigurata ma non distrutta.

L’evidenza è che lì comandano i russi. Risponde il generale siriano Suleiman: «L’Europa che ha fatto? Ha appoggiato i ribelli, “i terroristi moderati” finanziati e armati da Turchia e Arabia Saudita, e ora si ritrova il terrore in casa. Noi difendiamo Damasco, la Siria laica e unita, ma difendiamo anche l’Europa», è la tesi del generale. Siria liberata, «inshallah, entro un anno».

E il generale siriano formato all’accademia militare di Mosca e di cui sentiremo ancora parlare per il futuro della Siria, spiega il piano della riconquista, la liberazione totale della Siria dall’Isis. 1) La presa di Al Sukhnah, fra Palmira e Deir ez-Zour. 2) Il valico di Al-Tanf, al confine con Iraq e Giordania, per tagliare i rifornimenti dalla parte irachena del Califfato. 3) La marcia su Deir ez-Zour, per liberare la guarnigione assediata. 4) E gran finale, l’assalto a Raqqa.

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