domenica 18 Agosto 2019

Libia, tensione a Tripoli per il «premier Onu». Gran pasticcio

Alta tensione a Tripoli, dopo l’arrivo via mare del premier libico designato Fayez al Sarraj, accolto con colpi d’arma da fuoco da parte delle milizie che non accettano il governo voluto dalle Nazioni Unite. Le strade della capitale bloccate da gruppi armati. I residenti, intimoriti, si sono ritirati in casa. Botteghe chiuse, coprifuoco di fatto.

L’aeroporto di Mitiga, Tripoli, resterà chiuso perché lo ha deciso il premier libico non riconosciuto Khalifa al Ghwell, che per giorni aveva bloccato la spazio aereo impedendo a Sarraj e ai suoi ministri di arrivare in aereo. Ma l’altro primo ministro, il «Premier Onu», come lo chiamano molti libici, Fayez al Sarraj, invece ha viaggiato in nave ed s’è chiuso in una base navale in attesa che si chiariscano le acque. Resta un terzo primo ministro, quello dell’ex parlamento legittimo di Tobruk, che al momento tace forse per non dare confidenza a Sarraj. Gran pasticcio.

Per fortuna che Sarraj si era impegnato a fare della “riconciliazione” e della “soluzione alla crisi economica e della sicurezza” una sua priorità. Lui lo vorrebbe certamente, ma la scorciatoie internazionali nel pasticcio Libia difficilmente funzionano. Per ora il quartier generale del governo sostenuto dall’Onu è nella base navale di Abu Sita. Entrare davvero nella capitale viene considerato troppo pericoloso. Per fortuna a Tripoli c’è anche Francesco Battistini che sul Corriere della Sera ci racconta anche che c’è chi plaude ed applaude.

Battistini racconta di tante bandiere bianche di chi chiede la resa, la fine di scontri e violenze. «Benvenuto amico governo!», i cartelli di una parte. Una scritta sul muro avverte, «La terra di Libia ai libici». “Ma Sarraj se ne sta rinserrato nella base navale, un lungo muro di cinta, otto pick-up Toyota di guardia all’ingresso con la contraerea puntata al cielo. Il premier galleggiante non esce, non si mostra. Non ancora. La sicurezza la fanno corpi speciali inglesi, invisibili”. Parlano invece i ministri di Sarraj, ma solo via facebook. Denuncia per terrorismo all’Interpol,  e viene da ridere.

Nella gara dei formalismi, l’Ue batte tutti. Scattano le sanzioni contro tre libici che ostacolano il governo di unità nazionale. Il capo del ‘governo’ Khalifa al-Gwell ed il presidente del Parlamento di Tripoli Nouri Abu Sahmain, e il presidente del Parlamento di Tobruk Aguila Salehuno. L’arrivo a Tripoli del governo Sarraj -con la possibile richiesta di una missione Onu, «addestratori», 2500 italiani e mille inglesi che dovrebbero arrivare presto per riorganizzare il sistema di sicurezza, le forze di polizia e l’esercito, e garantire la protezione delle rappresentanze istituzionali libiche.

 

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